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Una seconda possibilitÃ
A tutti i liberi cittadini, ai movimenti, sindacati, associazioni e alle forze politiche chiediamo di guardare ai problemi e alle prospettive di questa città e di impegnarsi per costruire un soggetto unitario alternativo all’attuale sistema di potere in crisi.
Le dimissioni di Delbono sono solo l’atto finale di una amministrazione priva di una visione lungimirante di città . Un’amministrazione guidata da un PD incapace di selezionare una classe dirigente adeguata.
Nei prossimi mesi si tornerà a votare: abbiamo tutti una seconda possibilità . E una grande responsabilità .
Vorremmo realizzare insieme a voi un progetto di città in cui credere. Un fronte comune per qualificare i contenuti e i metodi della politica.
Proponiamo un percorso aperto al contributo di chiunque sia interessato a ridare senso, opportunità e spazio ai cittadini delusi di questa città .
Incontriamoci, lasciando a casa tessere e bandiere, parliamone.
Data:
lunedì 8 febbraio 2010 dalle 20.30 alle 23.30 circa
Luogo:
La Scuderia, Piazza Verdi 2, Bologna
Pagine in gioco
Martedì 16 giugno dalle 17 alle 19 in Biblioteca Salaborsa Ragazzi un pomeriggio di lettura e di solidarietÃ
Porta il tuo libro del cuore, un libro che sia bello ed importante per te (possibilmente in buono stato), da donare ai bambini dell’Abruzzo. La biblioteca accoglierà il tuo libro e lo invierà nelle zone colpite dal terremoto.
Costruiremo insieme un segnalibro che diventerà testimonianza della tua solidarietà , regalando un sorriso ai bambini che lo troveranno all’interno del libro da te donato.
L’iniziativa si inserisce nel progetto “Pagine in gioco†promosso da IBBY Italia, nato con l’idea di portare esperienze, libri, giochi, collaborazione concreta e solidarietà per la rinascita e la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto in Abruzzo, attraverso una progettualità e un contributo che non si esaurisca nei primi momenti di emergenza, ma che possa andare oltre ed essere d’aiuto per i mesi e gli anni futuri.
Tags: Abruzzo, Biblioteca, Comune di Bologna, Iniziative, Libri, Primavera Urbana, Sala Borsa, Soldarietà , Terremoto, altri Tags…
Categoria: Idee, Progetti | 12 giugno 2009 Edit
Un Commento
1.
Giulia giu 13th 2009 Moderate
Grazie per aver accolto con entusiasmo la nostra proposta. vi aspettiamo tutti!
Lista “Bologna 2014″: un piccolo-grande inganno???
La fantasia degli sceneggiatori di questa campagna elettorale non ha limiti neppure nella direzione dell’indecenza.
Entrambi gli schieramenti hanno fatto esercizio quotidiano di autolesionismo ed i risultati si vedono nell’enorme frammentazione espressa dalle molteplici liste presenti sulla scheda elettorale.
Tralasciando i racconti che riguardano risse, offese e corvi un approfondimento lo merita la Lista Bologna 2014.
Massimo Bergami ha lanciato in pompa magna una lista civica a sostegno dell’amico in difficoltà Flavio Delbono. La lista Bologna 2014 si è voluta caratterizzare agli occhi dell’opinione pubblica, come un soggetto di aggregazione del malcontento dovuto al malgoverno cofferatiano. Inutile sottolineare come questo governo sia l’esatta traduzione nella pratica delle capacità politiche dei dirigenti del PD bolognese, di cui Flavio Delbono è una delle paradigmatiche espressioni. Delbono è stato scelto per essere l’erede, nonché il prosecutore, dell’esperienza amministrativa che si sta avviando a naturale conclusione.
Di liste decise a rappresentare il malcontento, Delbono ne aveva già incluse altre nella sua coalizione, quindi apparentemente non si comprende da dove nasce l’esigenza di una nuova lista e per quale innovativa peculiarità si possa distinguere dalle altre.
Agli osservatori meno attenti la palese incongruenza tra il progetto dichiarato dalla lista Bologna 2014 in rapporto ai veri interessi dei suoi promotori non è affatto chiara.
La bontà di un progetto politico non può prescindere dalle persone che lo promuovono. Per questo vorremmo porre all’attenzione dei lettori il caso emblematico di Sutti, uno degli 80 più o meno influenti firmatari del progetto di Bergami, che potrebbe essere un preoccupante punto di riflessione dei delusi a cui la stessa lista civica Bologna 2014 si vorrebbe rivolgere.
Il signor Sutti presidente e amministratore delegato di ATC, azienda pubblica di trasporti, si è visto decurtare lo stipendio dal decreto Lanzillotta. La sua retribuzione crollò improvvisamente da 240 mila euro a ’soli’ 90 mila euro l’anno.
Questa operazione volta a limitare i costi della politica (il presidente ATC è un uomo nominato dalla politica) e a ridistribuire in modo equo le scarse risorse pubbliche, è stata definita da Sutti come una “stupidaggineâ€. Per questo minacciò le dimissioni. La politica che conta, sa bene come proteggere se stessa. Fu proprio Cofferati a trovare il rimedio. Nominò Sutti nel consiglio d’amministrazione di Hera (che c’entra Hera con i trasporti?) con 100 mila euro di retribuzione che si aggiungono ai 50.000 delle due SpA partecipate (OMNIBUS e FERROVIA CASALECCHIO-VIGNOLA): la somma alla fine è la stessa, 240 mila euro…
Evidentemente né Sutti né Cofferati condivideranno il contenuto di un articolo di Jean-Paul Fitoussi pubblicato da Repubblica (1 maggio pag 29) dove si sostiene che “le retribuzioni non hanno più alcun rapporto con la realtà â€. “Ciascuno deve il proprio successo agli altri, in ragione dei beni pubblici dei quali ha potuto fruire grazie alla democrazia. Ne consegue un invito a una maggiore modestia e sobrietà nel fissare le retribuzioni più elevate, per ragioni non morali, ma di sostenibilità del sistema: perchè altrimenti è la società intera a pagare il conto, se si vuole evitare la catastrofeâ€â€¦.
Ci chiediamo poi perchè i principali burattinai di questa lista di area prodiana, Massimo Bergami e Filippo Andreatta ( tra i più accesi sostenitori di un processo che porterà il PD sempre più verso un dialogo stretto con l’UDC di Casini…) non si sono candidati mettendo responsabilmente la faccia in quest’azione politica che tutto ha meno che l’auspicabile obiettivo di promuovere la nascita di un movimento fatto di persone nuove in prospettiva futura.
Alla luce dei fatti quanto può essere credibile un appello di critica all’amministrazione Cofferati fatto da persone del calibro di Sutti? Se gli stessi candidati della lista Bologna 2014 sapessero chi realmente sono i firmatari dell’appello di Bergami (molti non lo sanno!) e quali sono i reali scopi di fondo, confermerebbero la loro candidatura in quella lista? Sarà vero che gli ingenti fondi per la campagna elettorale della Lista Bologna 2014 provengono direttamente dalle Fondazioni Bancarie?
Purtroppo pare che si sia voluto cinicamente strumentalizzare il desiderio di cambiamento che molti cittadini hanno sviluppato in perfetta buona fede. Tutto ciò è stato possibile anche grazie ai media che hanno lanciato in modo sospetto e servile una campagna di marketing decisamente sproporzionata rispetto alle reali forze numeriche individuali dei ‘compagni’ di Bergami.
Tutto questo inganno politico andrà a discapito di quei partiti o liste che nella speranza di poter esistere e contare ancora, hanno deciso di appoggiare il candidato del PD già al primo turno. La lista Bologna 2014 andrà ad indebolire soprattutto loro. L’indebolimento di queste liste lascerà campo libero al PD di completare quel percorso di avvicinamento all’UDC unica via di sopravvivenza di una classe dirigente incapace di tradurre in azioni coraggiose i bisogni della gente. Il rischio poi è quello di vedere scomparsa la rappresentanza dei veri valori della sinistra nel consiglio comunale della storica ‘rossa’ Bologna.
Questo dovrebbe far riflettere le persone che in buona o cattiva fede hanno creduto che dare fiducia a Delbono prescindendo dal programma o accettando compromessi lesivi della loro stessa autostima, fosse la via pragmaticamente più giusta. Forse tutto ciò si tradurrà in una loro morte meno dignitosa e in un rallentamento di quel processo di rinnovamento ‘a rete’ che poteva nascere già in occasione della prossima scadenza elettorale del 6-7 giugno.
I giornalisti lo sanno. Ci chiediamo allora se è più “infido†o più “ipocrita†far conoscere ai cittadini un fatto Vero se pur in forma anonima (il riferimento è al ‘corvo’) o se invece lo è di più il tacere delle Verità che si sanno e non le si comunicano in modo trasparente ai cittadini per puro opportunismo politico o per non mettere a rischio la propria carriera.
Questo è un interrogativo che poniamo a tutti: agli elettori prima di tutto, agli ignari candidati della lista Bologna 2014, ad Aldo Balzanelli (La Repubblica), come a tutti i giornalisti psicologicamente liberi di fare una corretta informazione.
In queste ore la parola è dei cittadini che stanno votando, in democrazia hanno sempre ragione loro, soprattutto quando si danno a tutti i contendenti le stesse opportunità di partecipare.
Tags: 2014, ATC, Bologna, Candidature, Elezioni, PD, Politica, Sutti, altri Tags…
Categoria: Partecipazione | 6 giugno 2009 Edit
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Come ci vedono
times

1 Giugno 2009
CADE LA MASCHERA DEL CLOWN
Berlusconi deve rispondere alle accuse di essere un donnaiolo e alle domande riguardo il suo comportamento inadatto.
La qualità del governo non è un affare privato.
L’aspetto più disgustoso del comportamento di Silvio Berlusconi non è il fatto che sia un buffone sciovinista. Neppure il fatto che si trastulli con donne giovani più di 50 anni rispetto a lui, abusando del suo status per offrire loro lavori da modelle, assistenti personali o persino, assurdamente, candidature per il Parlamento Europeo. La cosa più scioccante è il totale disprezzo col quale egli tratta il pubblico italiano.
L’invecchiato donnaiolo può trovarlo divertente, o persino forse coraggioso, agire come un playboy, vantandosi delle sue conquiste, umiliando sua moglie e facendo commenti che per molte donne sono grottescamente inopportuni. Non è il primo o il solo il cui comportamento indecoroso è inadatto al proprio Ufficio. Ma quando gli vengono poste domande riguardo le relazioni che sfiorano lo scandalo e i giornali lo sfidano a spiegare coincidenze che, come minimo, sono sconcertanti, cade la maschera del clown. Lui minaccia quei giornali e le televisioni da lui stesso controllate, invoca protezione per la sua privacy, rilascia dichiarazioni evasive e contraddittorie, infine promette melodrammaticamente di dare le dimissioni se viene colto a mentire.
La vita privata del sig. Berlusconi è, naturalmente, privata. Ma come scoprì il presidente Clinton, lo scandalo non diventa affare di stato. Ai suoi critici, il sig. Berlusconi rinfaccia che ha ancora un’elevato livello di popolarità , che è ancora in pieno controllo del suo governo e che non verrà intimidito da quelli che lui chiama tentativi dell’opposizione di calunniarlo. Molti potrebbero anche dire che l’Italia non è l’America, che gli standard etici puritani non hanno mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi italiani sono scioccati dai donnaioli. Questa è una cosa senza senso. Gli italiani capiscono allo stesso modo degli americani cosa sia e cosa non sia accettabile. E come gli americani, guardano ai tentativi di nascondere la verità come spregevoli.
Pochi mezzi di informazione in Italia sono in grado di menzionare queste questioni senza paura di essere puniti. A suo merito i quotidiano “la Repubblica†ha continuamente sollevato questioni sulla relazione del Primo Ministro con la 18enne Noemi Letizia, il cui regalo di compleanno (un girocollo) è stato usato come pretesto per l’azione di divorzio dalla sig.ra Berlusconi. A molte di queste domande, in barba a ogni pensieroso elettore italiano, non è stata risposta soddisfacente. Come e quando incontrò la sua famiglia? Fu il sig. berlusconi a chiedere foto da un’agenzia di modelle e ad avviare il contatto con la sig.na Letizia? Qual è il grado di verità nei resoconti che parlano di dozzine di giovani donne che erano invitate alle feste nella sua villa in Sardegna?
Il sig. Berlusconi ha promesso di spiegare tutto al Parlamento. Ma ha difficilmente rassicurato i suoi critici con l’ingiunzione di sequestro fatta durante il weekend che blocca la pubblicazione di 700 fotografie che a quanto pare mostravano cosa succedeva a queste feste. E nemmeno è stato aiutato dal suo sventurato ministro degli esteri (ndr Frattini), che ha cercato di difendere il suo capo ricordando che in Italia l’età per un rapporto sessuale consenziente è 14 anni – come se questo fosse rilevante.
È tutto importante? Alcuni italiani diranno di no. Altri diranno che non è affar degli stranieri. Ma gli elettori italiani, nella corsa al Parlamento Europeo, dovrebbero riflettere su come il loro governo è gestito, sui candidati che credono siano adatti a Strasburgo e sul livello di imparzialità del primo ministro durante un periodo di fermento politico ed economico.
Preoccupa anche gli altri! L’Italia ospiterà il G8 quest’anno. Discussioni importanti avranno luogo in quell’ occasione, dove i governi Occidentali presseranno per una maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo e al crimine internazionale. Il sig. Berlusconi dice di essere amico di Vladimir Putin. La sua nazione è un membro importante della NATO. Fa anche parte della zona Euro, che al momento è sotto la dura prova della crisi finanziaria globale. Non sono solo gli elettori italiani a chiedersi cosa stia succedendo. Lo fanno anche i suoi sconcertati alleati.
Tags: Destra, Estero, Italiani all’estero, Libertà di Informazione, Libertà di Stampa, Politica, Primavera Urbana, Silvio Berlusconi, Sinistra, Times, altri Tags…
Categoria: Testimonianze, Video | 3 giugno 2009 Edit
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Manifestazione Migranti – Italia Paese Multietnico
Come deciso alla riunione svoltasi al Bar “La Linea †di Piazza Maggiore, il 23 maggio siamo partiti in autobus da Bologna insieme ad altri gruppi di cittadini italiani e stranieri per partecipare alla manifestazione dei migranti. Con la nostra presenza abbiamo voluto dare un piccolo contributo alla causa dei cittadini stranieri che vivono nel nostro paese e che meritano un trattamento ben diverso da quello che viene loro riservato dall’attuale governo…
Il nostro paese è già multietnico, così come tutti gl altri paesi europei: solo il presidente del consiglio Berlusconi non se n’è accorto!!
Come dice la costituzione siamo tutti uguali, perciò tutti cittadini… o tutti clandestini!
Tags: Barconi, Berlusconi, Bologna, Diritti Umani, Extracomunitari, Frontiere, Governo, Italia, Libertà , Manifestazione Migranti, Milano, Paese Multietnico, Primavera Urbana, Stranieri, Uguaglianza, altri Tags…
Categoria: Partecipazione, Testimonianze | 29 maggio 2009 Edit
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Ivan Cicconi parla di Antonio Di Pietro e Italia dei Valori
Ivan Cicconi parla di Antonio Di Pietro e dell’Italia dei Valori, spiegando che l’organizzazione del partito non è affatto democratica, ma anzi assomiglia ad una agenzia di franchising…
Tags: Antonio Di Pietro, Democrazia, Franchising, Italia dei Valori, Ivan Cicconi, Monarchia, Partito, Primavera Urbana, altri Tags…
Categoria: Idee, Testimonianze | 24 maggio 2009 Edit
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Italia paese multietnico
Italia Paese Multietnico
Un gruppo di liberi cittadini si è trovato al bar “La Linea†la sera di martedi 12 maggio in risposta alle affermazioni di Silvio Berlusconi: l’Italia, secondo lui, non deve essere un paese multietnico.
In realtà l’Italia, come gli altri paesi d’Europa, è già “multietnicaâ€.
Si è convenuto che non si può restare in silenzio davanti ad affermazioni così gravi.
A tutto ciò si aggiungono le dichiarazioni di “autorevoli†(???) esponenti del PD come Fassino che, terrorizzati dalla imminente scadenza elettorale, tendono a giustificare le tesi razziste del governo.
Noi non sappiamo – e non ci interessa sapere – quanti voti porteranno certe ipocrite prese di posizione.
Associare quotidianamente immigrazione e criminalità fa parte di una precisa strategia di disinformazione dei media italiani che, come è noto, sono quasi totalmente controllati dal potere politico-economico.
Sappiamo però che la Costituzione italiana – che qualunque governo e qualunque contingente maggioranza parlamentare dovrebbe rispettare ed applicare – ripudia il razzismo, il fascismo e la violenza.
Noi non intendiamo assecondare gli umori di una opinione pubblica vittima della paura. Una paura in parte dovuta all’attuale crisi economica, ma che si fonda soprattutto sulla disinformazione di massa: Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo), infatti il nostro Paese viene declassato da Paese ‘libero’ (free) a ‘parzialmente libero’ (partly free), unico caso nell’Europa Occidentale insieme alla Turchia.
Pertanto abbiamo deciso di aderire alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI MIGRANTI che si terrà a MILANO SABATO 23 MAGGIO
Con questo comunicato ci proponiamo di raccogliere l’adesione delle associazioni, di gruppi e semplici cittadini che vorranno dare forza a questa iniziativa con la possibilità di dare seguito alla stessa con ulteriori eventi organizzati sul territorio bolognese.
A tal proposito ha trovato consensi l’idea di arricchire i festeggiamenti del 2 giugno con una partecipazione costruttiva di tutte quelle persone che rifiutano l’idea che la Repubblica italiana accetti posizioni razziste ed anticostituzionali in tema di immigrazione ed integrazione.
Si potrebbe ad esempio caratterizzare la nostra presenza in quella piazza portando bandiere di ogni nazionalità , esponendo striscioni, oppure dormendo nella piazza condividendo così le difficoltà legate alla precarietà o alla povertà che molti stranieri sono costretti a vivere anche a Bologna.
Le adesioni verranno rese pubbliche tramite una conferenza stampa prevista per la prossima settimana.
A tal proposito Vi invitiamo di diffondere questo articolo affinché tutti possano rispondere segnalando la propria adesione.
Firmato
ITALIA PAESE MULTIETNICO
Per le adesioni scrivere a primaveraurbana@gmail.com
ADESIONI:
- APERTAMENTE
- L’ALTRAINFORMAZIONE
- PRIMAVERA URBANA
- Lorenzo Alberghini
- Carlo Caleffi
- Irene Corasaniti
- Sergio Dolce
- Luisa Lama
- Riccardo Lenzi
- Maria Pia Miglio
- Gianguido Naldi
- Milena Naldi
- Jose Barcellos Ramos
- Cristina Tagliavini
- Giacomo Todaro
- Manuela Varanese
- Katia Zanotti
Tags: Fassino, Freedom House, Italia multietnica, Libertà nel mondo, Manifestazione Nazionale dei Migranti, Paese mutietnico, Partly Free, PD, Silvio Berlusconi, altri Tags…
Categoria: Partecipazione | 14 maggio 2009 Edit
3 Commenti
1.
Manuela mag 14th 2009 Moderate
Alle parole vergognose di Silvio Berlusconi seguono purtroppo dei fatti concreti che tentano di renderle reali.
L’introduzione, nel nostro ordinamento, del reato di immigrazione clandestina, che in questi giorni sta avvenendo a colpi di fiducia in Parlamento, e il respingimento di migranti che avrebbero, almeno in parte, diritto di asilo (respingimento che tra l’altro è costato uno scontro tra il nostro Paese e l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite pressochè ignorato dalle televisioni), sono solo le ultime azioni volte al rafforzamento della campagna di odio e razzismo in atto da anni ad opera dell’attuale governo.
In quest’ottica forse le parole del Presidente del Consiglio suonano non più solo come un’evidente inesattezza storica, ma anche come una minaccia, alla quale non si può che rispondere con la dimostrazione che un’Italia aperta e accogliente è l’unica soluzione possibile, nella speranza che laddove non sono riuscite le istituzioni, arrivi la società civile.
2.
Primavera Urbana mag 15th 2009 Moderate
Per la Manifestazione dei Migranti del 23 maggio a Milano ulteriori informazioni:
sito manifestazione: http://www.dachepartestare.org
per adesioni e informazioni: da.che.parte.stare@gmail.com
prenotazioni pullman da bologna: coo.migra@yahoo.it – 327.5782056
3.
irene mag 15th 2009 Moderate
A me piacerebbe che chi ci governa ed ha in mano le sorti della nostra repubblica ( e le sta volgendo precipitosamente al peggio!) si interrogasse sul perché l’Italia non è più in grado di accogliere il meglio delle società mondiali; perché, a differenza che in passato, le grandi menti, gli intellettuali, i migliori talento artistici, gli scienziati e i ricercatori non hanno più interesse a migrare verso l’Italia…
E’ semplice fare del populismo additando l’immigrato che arriva da noi senza lavoro e senza nulla da perdere ed è disposto, e spesso intenzionato, a delinquere.
Probabilmente il degrado della nostra giustizia e l’assoluta “incertezza della pena†(concedetemi la licenza poetica) hanno un forte potere attrattivo sulle masse di disperati, alcuni onesti e pacifici, altri determinati a delinquere e incoraggiati a farlo dall’evidente condiscendenza italiana verso il crimine ( vedi indulti liberatutti di infimo ordine) .
Mentre l’attuale stato dell’università e della ricerca, lo svuotamento culturale e artistico della nostra società , scoraggiano ed allontanano l’immigrazione culturale, poiché in Italia non abbiamo più nulla da offrire a chi studia, ricerca, mette a frutto la propria intelligenze e il proprio talento.
Piuttosto che fomentare le paure del popolino, per renderlo più governabile, e creare barriere contro (presunte) invasioni barbariche, lottiamo per rigenerare un ambiente culturale fortemente attrattivo delle migliori menti del pianeta; sogniamo ( e impegnamoci per realizzare tale visione) di rendere l’Italia, di nuovo e finalmente, una multietnica culla di un nuovo rinascimento culturale, artistico e sociale!
Ivan Cicconi parla degli enti pubblici e del sistema dei partiti
Pubblichiamo la prima parte dell’interessante intervento di Ivan Cicconi al dibattito organizzato dall’associazione “Cittadini per Bolognaâ€, che sostiene il candidato sindaco per Bologna Gianfranco Pasquino. La serata dal titolo “Non si amministra da soli una città â€, aveva come tema principale Bologna e le prospettive di divenire città metropolitana. Cicconi compie un analisi allargata della situazione bolognese e italiana, puntando il dito sulla crisi dei partiti, incapaci di amministrare, e sulla situazione drammatica degli enti che dovrebbero erogare servizi pubblici, che invece sembrano essere a servizio di privati.
Tags: Bologna, Città Metropolitana, Enti Pubblici, Filmato, Ivan Cicconi, Primavera Urbana, Servizi Pubblici, Sistema dei Partiti, altri Tags…
Categoria: Partecipazione, Testimonianze, r-Evolution | 28 aprile 2009 Edit
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Idee Verdi da CondiVivere
Terra Verde
Un Nuovo modello di formazione professionale – La scuola cantiere
Per un gruppo di ragazzi in difficoltà , un esempio di alto lavoro artigianale, per un inedito arredo urbano a Villa Angeletti a cura di Associazione Terra Verde O.N.L.U.S.
Idee verdi da condiVivere:
Il percorso, giunto alla seconda annualità , vuole favorire l’inserimento sociale e lavorativo di 13 ragazzi dai 18 ai 25 anni in condizioni di disagio, attraverso il modello formativo e di accompagnamento al lavoro della scuola-cantiere: una forma innovativa di ambiente di apprendimento, che riproduce un contesto lavorativo reale, a contatto diretto con le Aziende dei settori edile e verde. Dal lavoro manuale i ragazzi traggono una nuova consapevolezza di se stessi e delle proprie potenzialità , imparando giorno per giorno un mestiere. Oggetto della formazione è un intervento di arredo urbano che resterà a disposizione della città ; l’inserimento dei ragazzi in un ambito pubblico significa renderli protagonisti della valorizzazione di un luogo, questo permette loro di essere riconosciuti come valore attivo all’interno di una comunità , primo passo verso una vera e propria integrazione.
I destinatari dell’intervento:
Sono ex detenuti, senza dimora, richiedenti asilo, giovani in particolari condizioni di difficoltà economica o di disagio sociale e personale. Sono persone altamente discriminate, che non hanno saputo/potuto affrontare percorsi formativi tradizionali, restando poi esclusi dal mondo del lavoro, con evidente rischio di ricorrere a qualsiasi tipo di risorsa per il sostentamento, compresa la caduta/ricaduta nell’illegalità . Ma sono anche ragazzi conducibili verso l’autonomia, che possono diventare competenti e uscire dall’invisibilità e dalle rappresentazioni di sé squalificanti che spesso li caratterizzano, se accompagnati e presentati alla città come soggetti utili, attivi e preparati.
Un’onda immersa nel verde:
All’interno della scuola-cantiere i ragazzi realizzeranno un intervento di arredo urbano dal valore artistico artigianale ispirato al flusso dell’acqua. Una seduta rivestita in ceramica nelle tonalità azzurro e verde acqua marina avvolge l’intervento e crea un movimento sinuoso che disegna piccoli “luoghi†atti alla conversazione ed al ristoro. Mosaici di sassi e gres raccontano storie di fauna e flora tipiche delle zone fluviali, suggerendo una lettura fantastica dell’opera.
L’intervento sarà inaugurato alla fine di giugno 2009.
Terra Verde
Sinergie di rete per costruire il futuro dei giovani
Per arginare i fattori che causano l’emarginazione, abbiamo proposto un intervento integrato, che agisca a 360° sul soggetto, poiché solo una sinergia di risorse tra formazione, lavoro e cura dell’individuo può portare a una reale autonomia personale e lavorativa, necessaria alla dignità di ognuno. L’Associazione Terra Verde, ideatrice di questo progetto svolge un ruolo di mediazione e contatto con Istituzioni, Aziende e Servizi, oltre a mettere in campo direttamente le diverse professionalità presenti al suo interno, al fine di fondere al meglio formazione, progettazione tecnica e artigianato.
I Finanziatori del progetto sono la Provincia di Bologna, Assessorato Istruzione Formazione Lavoro per il percorso formativo; il Comune di Bologna per l’erogazione di “borse lavoro†a favore degli utenti; la Fondazione Del Monte per l’intervento architettonico. Collaborano alla realizzazione del percorso il Settore Ambiete e Verde Urbano del Comune di Bologna ed il Quartiere Navile per l’espletamento dell’iter autorizzativo e uso del suolo, i Servizi Sociali del Comune di Bologna e il Centro Giustizia Minorile per l’assistenza ai percorsi personali degli utenti. Le aziende coinvolte per la formazione nei settori edili o del verde e/o per la fornitura gratuita di materiali, attrezzature, servizi sono infine S.B.M. per costruire, Avola Cooperativa, Manutencoop, Coop. Costruzioni, Cuti Consai, I.B.L., Marzocchini, Pederzoli Cave, Calesini, C.N.A. Navile,
Tags: Ambiente, Arredo Urbano, Disagio, Formazione professionale, Onlus, Terra Verde, Verde Urbano, altri Tags…
Categoria: Ambiente, Idee, Senza categoria | 26 aprile 2009 Edit
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Da Katia Zanotti: lettera aperta
LETTERA APERTA SULLA SINISTRA A BOLOGNA, SINISTRA DEMOCRATICA E LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
E’ per un atto di serietà , trasparenza e responsabilità , e in ragione di una relazione intensa con tante e tanti di voi a cui indirizziamo questa e-mail, compagne e compagni di Sinistra democratica, ma anche compagne e compagni di appartenenze diverse nella sinistra bolognese, che scriviamo alcune cose che riteniamo vadano dette in modo chiaro per spiegare, al di là di ogni interpretazione, a volte non corretta per come è giunta di ritorno alle nostre orecchie, le ragioni di una presa di distanza da Sinistra democratica di Bologna in questa fase elettorale, movimento alla cui fondazione abbiamo partecipato direttamente, da subito, a livello nazionale e a Bologna.
Presa di distanza dal movimento qui a Bologna, ci teniamo a precisarlo, e non da Sinistra democratica nazionale di cui condividiamo il progetto e per il quale siamo impegnate a lavorare nell’ l’Associazione per la sinistra di Bologna, che ha, come obiettivo, la costituzione di un nuovo soggetto politico della sinistra.
Da un anno, dalla drammatica sconfitta della sinistra alle elezioni di aprile del 2008, ci siamo con ragione e sentimento impegnate per tentare di rispondere ai segnali duramente critici che provenivano da quella sconfitta, per costruire, anche da Bologna, una sinistra unita, plurale, autorevole, autonoma, che recuperasse quel drammatico disseccamento delle sue radici sociali innovando profondamente la sua politica, la sua cultura e le sue pratiche.
Le elezioni amministrative potevano essere la prima occasione per mettere alla prova la sapienza politica degli stessi gruppi dirigenti della sinistra bolognese. Si trattava di saper raccogliere un segnale che veniva da tante donne e tanti uomini della sinistra che hanno fatto in questi mesi i pendolari da un incontro all’altro per cercare risposte al bisogno di una sinistra più forte e più unita, risposte che gruppi dirigenti ristretti non hanno dato perchè, a noi pare, più impegnati nella loro autoriproduzione piuttosto che in un serio ragionamento sul che fare dopo la sconfitta di aprile.
Anche all’interno di Sinistra democratica a Bologna, nel corso di mesi di discussione non facile, a volte molto aspra in previsione delle elezioni amministrative, abbiamo avvertito che man mano stava prevalendo una posizione che metteva al centro la dimensione istituzionale a scapito di un percorso e di una forte iniziativa politica proiettata all’esterno per la ricostruzione di una sinistra unita. L’alleanza con il PD era diventato l’obiettivo prioritario sull’altare del quale sacrificare l’autonomia politica e programmatica del movimento.
Questa impostazione diventata prevalente, seppure in una cerchia assai ristretta di compagne e compagni che costituiscono il coordinamento, e le modalità di una discussione spesso non trasparente, ci hanno fatto amaramente concludere che quello non era più per noi luogo di agio politico e neppure più luogo nel quale venisse salvaguardata la dimensione collettiva e la normale pratica democratica di fronte alla diversità di opinioni.
Il punto di dissenso di allora e di oggi è che, secondo noi, una sinistra che si presenta così frantumata e senza profilo politico alle elezioni amministrative rischia di essere condannata alla totale irrilevanza.
A tutt’oggi nè il PRC (ciò che ne è rimasto dopo l’uscita dei Vendoliani e del gruppo di Loreti), né il PDCI, né i VERDI, né la lista SINISTRA PER (SD, SOCIALISTI, AREA VENDOLA), sedute ciascuna per conto proprio al tavolo delle trattative con il candidato sindaco del PD Delbono, riescono a presentare alla città un profilo politico autonomo dal candidato scelto dal PD, fino ad arrivare a condividere ed APPROVARE IN ANTICIPO LA RELAZIONE che il candidato sindaco ha presentato al Teatro delle celebrazioni la settimana scorsa.
Anche il serio e approfondito apporto programmatico di Guido Fanti sembra scomparso dallo scenario di proposte che abbiamo letto sui giornali (sedi aperte e trasparenti di discussione sui programmi della futura coalizione non ci pare ce ne siano state o siano in previsione. Lì almeno avremmo potuto capire quali fossero i punti discriminanti posti dalla lista “Sinistra per†facendo tesoro dei gruppi di lavoro attivati da Fanti).
La nostra convinzione era allora e rimane ora a cose ormai già concluse (e quindi solo a testimonianza) che Sinistra democratica avrebbe dovuto con determinazione cercare di costruire le condizioni per una lista civica di sinistra la più aperta possibile, se del caso con un proprio candidato Sindaco con il quale presentarsi al primo turno, ESIBENDO UN CHIARO PROFILO POLITICO CHE PARTISSE DAL GIUDIZIO SULL’AMMINISTRAZIONE COFFERATI E PROPONESSE ALCUNI, POCHI, CHIARI PUNTI DI PROGRAMMA CON I QUALI APRIRE, ALLA PARI, IL CONFRONTO CON IL PD. Ci hanno risposto che sarebbe apparsa una scelta politicista.
Anche noi siamo profondamente convinte che non si deve consegnare Bologna al centro destra ma non ci convince il ragionamento che per battere il centro destra bisogna ricostruire il centro sinistra.
Ci pare slogan vuoto, e questo sì politicista, perchè completamente avulso dal merito dei contenuti sui quali costruire la coalizione.
Siamo convinte anche noi, naturalmente, che senza una larga alleanza fra forze di centro sinistra a Bologna e nel Paese la destra non potrà mai essere battuta (oltre che dal Paese, è bene ricordare che l’autosufficienza del PD è stata pagata drammaticamente dalla sinistra, del resto questo era l’obiettivo di Veltroni); ma siamo altresì convinte che un nuovo, credibile centro sinistra non potrà darsi senza una profonda messa in discussione che parta dall’interno della formazioni politiche oggi esistenti, pd compreso, e che porti a una profonda scomposizione e ricomposizione del quadro politico.
Abbiamo anche proposto invano, nel corso della discussione di questi mesi, che si aprisse una interlocuzione politica trasparente con la lista di Pasquino per verificare possibili condivisioni di programma e prospettive per Bologna. Si è ignorata, invece, questa sollecitazione per la semplice ragione che Pasquino si presenta in alternativa a Delbono.
Così come ci pareva opportuna una interlocuzione con la lista di Monteventi.
Non ci vuol molto, a questo punto, a rappresentare uno scenario in cui un elettore moderato di centrosinistra sceglierà direttamente di votare PD, mentre un elettore più decisamente orientato a sinistra avrà la possibilità di scegliere fra la lista Monteventi, quella Pasquino, l’astensione o anche il voto all’IDV.
Ma il rischio vero è che una parte di uomini e donne che si riconoscono nelle forze e movimenti della sinistra, di fronte a questa frantumazione e appannamento di profilo politico-programmatico, confuso e deluso, decida per l’astensione e noi ne sentiamo tanti, troppi che ancora oggi si pronunciano in tal senso, stanchi di andare al voto sull’onda dell’emergenza.
Questo è ciò che pensiamo e da qui deriva la nostra scelta di oggi.
Un caro saluto.
Katia Zanotti, Vania Zanotti, Irene Pedacchia.
Tags: Bologna, Delbono, Elezioni, Elezioni amministrative, Guido Fanti, IDV, Irene Pedacchia, Katia Zanotti, Monteventi, Pasquino, PD, Primavera Urbana, Rete, Sinistra, Sinistra bolognese, Sinistra Democratica, Vania Zanotti, altri Tags…
Categoria: Idee, Partecipazione, Progetti, Testimonianze | 23 aprile 2009 Edit
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Uscite dalla scatola
Inizia oggi nei paesi anglosassoni la TV TURNOFF WEEK, la settimana della televisione spenta.
E’ una campagna contro l’uso eccessivo della televisione creata in Gran Bretagna e ormai diffusa in altri numerosi paesi.
Provare a vivere senza tv!
Oggi a Londra e in altre città inglesi nelle strade si trovano migliaia di poster con lo slogan
GET OUT OF THE BOX
USCITE DALLA SCATOLA
INVECE DI GUARDAR VIVERE, VIVI!!
prova, fai un esperimento, stasera non accendere la tv, accendi te stesso, invita gli amici o i tuoi vicini a far due chiacchiere.
La settimana della tv spenta è un’iniziativa di David Burke, americano trapiantato in Gran Bretagna; dopo aver letto una newsletter antitelevisione, si mise alla prova:
“dal giorno in cui ho smesso di guardar la tv, ho cominciato a vedere la società contemporanea occidentale con altri occhi.
Di colpo mi sono reso conto dell’assurdità di entrare in una stanza in cui nessuno parla
perché tutti sono ipnotizzati da uno schermo luminosoâ€.
E’ ormai il 13° anno della TV TURNOFF WEEK e sono in aumento gli spettatori che spengono il video.
In USA lo sorso anno 5 milioni di persone hanno staccato la spina durante la settimana.
Del resto studi e ricerche hanno ormai provato gli effetti dannosi di un consumo eccessivo di tv, soprattutto per i bambini.
Molti insegnanti di scuole elementari sanno per esperienza che i casi di dislessia sono più frequenti nei bambini esposti in maniera sconsiderata alla tv.
Inutile insistere poi sui danni psicologici, solo in Italia vengono taciuti.
La visione televisiva crea emozioni senza una corrispondente esperienza reale.
Risultato: nessun controllo sulle proprie emozioni. Dipendenza. Passività .
Gandhi usava restare in completo silenzio un giorno alla settimana. In quel giorno, il lunedì, comunicava solo attraverso la scrittura con dei foglietti che passava agli interlocutori.
In questo ed altri esercizi di volontà era radicata la sua forza indomabile.
La TV TURNOFF WEEK è un’occasione per metterci alla prova.
Tags: David Burke, Televisione, Televisore spento, TV, Vivere senza TV, altri Tags…
Categoria: Idee, Modelli da seguire | 20 aprile 2009 Edit
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Seconda Parte – Primavera Urbana intervista Luigi De Magistris
Nella seconda parte della nostra intervista, Luigi De Magistris affronta i temi della comunicazione attraverso i media, della lotta alla corruzione e dei suoi possibili effetti sull’economia e sul mondo del lavoro.
Tags: Candidato, Corruzione, De Magistris, Democrazia, Elezioni, Europa, Europee, Inchieste, Intervista, Lavoro, Media, Progetti, altri Tags…
Categoria: Testimonianze, Video | 12 aprile 2009 Edit
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Risparmiare energia
Lampadine
Scommettiamo che.. risparmi energia e riempi il salvadanaio? (sino a 500 euro all’anno…quasi una crociera!)
Vi dico dieci stratagemmi, facili facili, economici e immediati..
Vai a sbirciare nelle bollette del gas e della luce dell’anno scorso.. guarda tutti i tagliandi pagati (gas, enel e acqua) e fai la somma di ciò che hai pagato.. scommettiamo che..a fine anno vi beccate i risparmi?
..contate gente .. contate..!
Da domani….
1) cambia le lampadine di casa, tutte, neanche una esclusa.. sei sicuro di non aver dimenticato quella del comodino?
cambia anche quella, con una a basso consumo…..te le danno gratis presso vari distributori..o se proprio non vuoi sbatterti a cercare ..vai da EnelSi, per esempio in via riva reno a bologna (negozi di EnelSi) e prendile .. ma se cerchi su internet trovi di sicuro qualche azienda che le distribuisce gratuitamente.. e sai perchè?.. loro ci guadagnano in certificati bianchi.. che paghi sempre tu!
2) costa un par di euro:
vai al BRICO e compra, AL COSTO DI POCHI EURI, pannelli riflettenti per ciascuno dei tuoi caloriferi da posizionare tra il muro e il termosifone.. così invece di riscaldare il tuo vicino, o i muri esterni, riflette tutto il calore dentro casa tua..
3) costa zero.
Se hai un vecchio sciakkuone per i water, posiziona due bottiglie d’acqua nel cassetto.. ogni volta che tiri l’acqua risparmi 4 litri…
4) utilizza per i tuoi elettrodomestici (pc, tele, stereo, commodore 64, ecc) una ciabatta provvista di pulsante di spegnimento e ogni sera, o comunque quando esci di casa, lascia acceso solo il frigo.. tutto il resto non serve..
5) quando ti lavi i denti chiudi l’acqua mentre li spazzoli.. lo so lo so che piace sentire il rumore dell’acqua che scorre.. ma sai che se risparmi acqua, risparmi energia?
6) utilizza i riduttori di flusso in tutti i lavabi, doccie, vasche, bidet di casa.. l’acqua è energia.. e l’energia costa.. li trovi gratis insieme alle lampadine a basso consumo…
7) quando carichi la lavatrice, riempila per bene.. e fai lavaggi a bassa temperaturaaaa… non rovini il golfino nuovo e mantieni intatti i colori..
tieni aperto il frigo il meno possibile.. Chiudilo, quel frigo!
9) quando cucini… metti i coperchi alle pentole…risparmi e finisci prima…. non sà di tappo! … se poi hai fretta, utilizza la pentola a pressione.. e quando vuoi cucinare più saporito.. metti un po’di burro e peperoncino di calabria…
10) con la lavatrice a pieno carico e con lavaggi brevi a bassa temperatura risparmi 50 euro/anno e il 40 % dell’energia
11) costo quasi zero…isola le finestre con gli appositi gommini.. pochi euri e il calore non scappa via.
Se poi il gioco ti piace.. e ci prendi gusto..
12) sostituisci gli elettrodomestici con apparecchi in classe A.. a parte che ormai nessun negozio ti propone più quelli di classi minori.. fai un regalo al tuo portafoglio e al tuo ambiente..consumano la metà e in parte ripaghi i costi con gli incentivi statali (20%)
avrai un risparmio di 70 euro/anno .. pari al 12% dei consumi..
13) se hai soldi o se stai ristrutturando casa, sostituisci le finestre con infissi a doppio vetro-camera.. risparmi in energia e stai al calduccio.. e in più ci sono gli sgravi fiscali del 55%..
14) Lo scaldabagno elettrico è l’elettrodomestico che consuma di più.. ma se sei di Bologna è quasi impossibile che tu abbia un boiler elettrico.. se ancora ce l’hai, Valuta la possibilità di sostituirlo con uno a gas. In questo modo avrai un maggiore comfort e consumerai meno della metà dell’energia, risparmiando oltre 330 euro all’anno. Con la lavatrice in classe A risparmi 40 euro e il 7% dell’energia..
15) se poi installi nel tuo tetto un impianto solare termico.. questo ti consente di produrre fino al 70% del fabbisogno di acqua calda.. Un impianto adeguato per una famiglia tipo di 4 persone costa circa 3.000 euro e per questo intervento la legge finanziaria 2007 prevede una detrazione d’imposta del 55%, da ripartire in 3 anni..
Francesca Lussu
flussu[et]arpa.emr.it
Tags: Acqua, Consigli utili, Elettrodomestici classe A, EnelSi, Energia, Impianto solare termico, Infissi, Lampadine a basso consumo, Pannelli riflettenti, Risparmiare energia, Risparmio, Risparmio energetico, Suggerimenti, altri Tags…
Categoria: Idee | 6 aprile 2009 Edit
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Intervista a Luigi De Magistri
D: Lei sostiene, che l’Europa è il luogo in cui possiamo e dobbiamo difendere ed attuare la Costituzione italiana e sostiene di voler realizzare a livello europeo i valori della nostra carta costituzionale che non hanno ancora trovato attuazione nel nostro ordinamento, come pensa di farlo da Strasburgo?
R: Ma, in realtà noi la Costituzione la dobbiamo difendere innanzitutto in Italia, perché la Costituzione è stata approvata nel 1948, può sembrare qualcosa di antico, invece la Costituzione mai come in questo momento è contemporanea. E’ contemporanea, va difesa, perché ci sono dei tentativi di molto preoccupanti di modificarla in senso, ovviamente, peggiorativo, di ridimensionarne l’aspetto più fortemente democratico, anche con tentativi un po’ suggestivi, cioè quello di voler mantenere la prima parte della Costituzione, quella che riguarda i principi, ma in realtà svuotare i principi attraverso la modifica della seconda parte della Costituzione, che è un modo surrettizio, in realtà , per sovvertire l’ordinamento costituzionale. L’Unione europea è importante, perché l’Italia in Europa la Costituzione repubblicana è un caposaldo democratico quindi l’Europa ci serve per rimanere in democrazia in Europa. Quindi è un momento non solo di approvazione di norma orientata in senso costituzionale, ma anche di vigilanza affinché la parte democratica dell’Europa ci aiuti a rimanere ben agganciati in una Stato di diritto
D: A livello nazionale, invece, come si potrebbe dare attuazione in maniera snella e rapida ad alcuni dei diritti costituzionali? E sempre necessario un intervento del legislatore che spesso è limitativo di tali diritti e risulta frutto di un’infelice mediazione politica, come nel caso del testamento biologico?
R: Innanzitutto mi rifarei all’art. 2 della Costituzione, che sancisca, appunto, che l’Italia è un Repubblica fondata sul lavoro: attualmente il problema principale in questo paese, credo sia quello economico, cioè il fatto che ci sia molta gente in condizioni di lavoro precarie e che ci siano tantissimi disoccupati, soprattutto trai giovani. Innanzitutto, attuare la Costituzione significa dare lavoro a tutti: un lavoro che sia compatibile con uno sviluppo economico che non contrasti con il bene comune e soprattutto che no violenti la natura, come spesso accade e se ne parla anche in questi giorni. E’ vero che c’è un tentativo piuttosto maldestro, l’ho detto anche prima, di modificare la Costituzione attraverso la legislazione ordinaria, e questo è un tentativo che viene messo in atto perché, com’è noto, riformare la Costituzione richiede una maggioranza parlamentare piuttosto qualificata, quella dei due terzi, e poi c’è sempre la possibilità attraverso il referendum di non consentire, appunto, le riforme che dovessero contrastare con la Costituzione. Però, da molti anni a questa parte, soprattutto su temi molto delicati, come l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e la libertà di stampa, ci sono state una serie di leggi, e ci sono ancora oggi pendenti in parlamento numerosi disegni di legge di provenienza dal centro destra e dal centro sinistra, che tendono a modificare l’assetto costituzionale di questo paese. Il testamento biologico è un altro tema attualissimo, lo dimostra anche la sentenza di ieri della Corte Costituzionale sulla legge 40. Noi non dobbiamo diventare una Stato confessionale e né ci vuole un’etica di Stato. Ci sono dei temi che devono appartenere alla libertà di coscienza di ognuno; la religione fa parte del paese, è importante, ognuno ha il proprio credo, c’è chi crede, chi è ateo, la religione è importante anche per migliorare, come dire, i valori su cui si fonda una democrazia, ma non possiamo diventare una Sato confessionale: la Stato deve essere laico, non può essere il Vaticano che ci dice che tipo di leggi dobbiamo approvare e, soprattutto non può essere nemmeno lo Stato a imporre un’etica, come vogliono fare prendendo spunto da una tragica vicenda com’è quella di Englaro.
D: La mia prossima domanda era, proprio riguardo alla nostra Carta Costituzionale e a quello che Lei pensa riguardo a quella che alcuni costituzionalisti ritengono un’anomalia del nostro impianto costituzionale e cioè l’art. 7 riguardante i rapporti tra Stato italiano e Chiesa cattolica?
R: Guardi, in realtà non è che è un’anomalia, l’Italia ha una forte presenza religiosa anche perché c’è l’influsso dello Stato del Vaticano, ci sono stati sempre dei momenti di criticità nei rapporti tra Stato e Chiesa, però poi si deve, a mio avviso, trovare un equilibrio, nel senso che lo Stato, come ho detto prima, deve essere laico, deve rapportarsi con la religione, su alcuni temi c’è bisogno anche di intervenire anche con un intervento normativo come è stato nel passato con in patti lateranensi, con il concordato tra Stato e Chiesa. Il punto di equilibrio si deve trovare, c’è in alcuni momenti storici un tentativo, secondo me, eccessivo di invadenza del Chiesa su temi che sono, invece, prettamente di uno Stato laico. Io credo che la Chiesa ha un ruolo fondamentale e importante, è bene che dica la sua su alcuni temi importanti come il testamento biologico, vicenda Englaro, la sessualità , i preservativi, tutto quello che volete. Io mi auguro che la Chiesa, nel futuro, sia anche più presente su temi come quelli della corruzione sistemica di questo paese, del perseguimento del bene pubblico, contro la teoria del “consumatore universaleâ€, contro il predominio del pensiero unico, cioè, da questo punto di vista mi aspetto qualcosa in più. Io sono credente, quindi credo che ci sia qualcosa al di là della nostra vita terrena e quindi, da credente mi auspico una presenza su questi temi, a me molto cari, più forte da parte della Chiesa.
D: Sul tema della riforma della giustizia e dell’ordinamento giudiziario, da ex magistrato e futuro europarlamentare…
R: speriamo! io so scaramantico, so napoletano
D: …Quindi non lo diciamo ancora..comunque Lei cosa si sente di proporre, sul tema della riforma della giustizia
R: Ma, il tema della riforma della giustizia, io innanzitutto credo che bisogna avere un atteggiamento, tra virgolette, “conservatore†cioè quello di difendere, di tenerci ben cara, come ho detto prima, la Costituzione repubblicana che ci viene invidiata in tutto il mondo, soprattutto per la parte riguardante la magistratura e l’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato.
Poi c’è un problema, invece molto serio, sul quale si deve intervenire ed è quello, soprattutto, della efficienza del sistema giustizia, della rapidità e celerità dei procedimenti, la certezza della pene, se parliamo di penale, ma anche di certezza del diritto nel civile: una causa condominiale non può durare dieci anni! Questa lentezza dei procedimenti deriva soprattutto perché i Ministri della giustizia che si sono susseguiti nel corso degli anni non hanno adempiuto al loro principale dovere costituzionale, o non hanno adempiuto fino in fondo, che è quello di dare mezzi e risorse al sistema giustizia. In secondo logo, sono state fatte tante leggi che, in qualche modo, invece di aiutare il funzionamento della giustizia lo ostacolano: basta pensare alle leggi ad personam e tante altre cose. Devo dire, perché io non ho mai assunto posizioni corporative all’interno dell’ordine giudiziario, anche la Magistratura deve tenere sempre molto alto il tasso di professionalità e di produttività , perché ci sono state anche delle cadute da questo punto di vista. Cioè: è passato anche un po’, in alcuni ambiti della Magistratura, un approccio un po’ troppo burocratico a questo mestiere.
D: E anche il Magistrato no può essere sempre irresponsabile
R: l’indipendenza della Magistratura si deve coniugare con la responsabilità . Non c’è indipendenza senza responsabilità . Il magistrato è responsabile delle sue azioni ed è prevista anche un’eventuale sanzione di comportamenti irresponsabili, non solo laddove essi siano penalmente rilevanti o disciplinarmente rilevanti, ma c’è anche la responsabilità civile che, come sapete, fu introdotta alla fine degli annoi ’80 dopo un referendum voluto, se non ricordo male, dai radicali. Quindi: il principio della responsabilità è fondamentale.
D: Lei sostiene di impegnarsi in politica con la “P†MAIUSCOLA “per portare la sua esperienza personale ed il suo amore per la giustizia in quella che è la realtà principale in cui si possono modificare le cose e i fatti…†e questo modo di intendere la politica vuole trasferirlo, gradualmente, dalla realtà comunitaria a quella interna italiana, con quali mezzi con quali collegamenti concreti con la realtà politica nazionale e con quella parte della società civile che come Lei vuol cambiare l’Italia e l’immagine dell’Italia .
R: Guardi: l’aspetto più interessante, a mio avviso, di questo progetto che mi è stato proposto da Antonio Di Pietro, è proprio quello di coinvolgere la società civile, le parti più sensibili della società civile, anche provenienti da professioni diverse, da culture anche in parte diverse, che si impegnino per costruire un progetto che metta le fondamenta in Europa per poi proseguire in Italia, cioè: il cantiere fondamentale verrà realizzato in Italia e ovviamente noi puntiamo ad un nuovo modo di fare politica nel nostro paese, per cercare, qualora si dovesse avere un domani il consenso dell’opinione pubblica, di governare il paese e non fare sempre opposizione. Perché noi ci rendiamo conte che una cosa è fare opposizione e una cosa è formare proprio la classe dirigente. Credo che il mio impegno e quello di altri come me che fanno, appunto, professioni diverse, sia proprio quello di mettersi in gioco, di mettere a disposizione del paese la propria professionalità per cercare di dare un contributo, comunque, come classe dirigente, da questo punto di vista.
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Categoria: Video | 3 aprile 2009 Edit
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…Confronto tra Sinistre? Tanti punti in comune!
Confronto tra Sinistre: punti di vista o punti in comune?

Mercoledi’ 1 Aprile si è svolto nella sala dello Zodiaco della Provincia l’annunciato confronto sui programmi tra le liste “Bologna città libera†(candidato sindaco Valerio Monteventi) e “Cittadini per Bologna†(candidato sindaco Gianfranco Pasquino).
E’ stato un confronto articolato e argomentato, arricchito dagli interventi del pubblico, (pubblichiamo anche il video dell’incontro) che ha portato in evidenza i tanti punti di concordanza delle due liste in merito ai problemi della città e alle proposte programmatiche in vista delle elezioni di giugno.
Vi riportiamo un’estrema sintesi degli interventi fatti da entrambe le liste divisi per argomento:
AZIENDE PARTECIPATE:
- CITTADINI PER BOLOGNA (Paolo Orioli):
Obiettivo della lista CPB è quello di azzerare le spese per le consulenze. Nella scelta tra i candidati per i consigli d’amministrazione degli enti partecipati si devono considerare prima di tutto il curriculum, le competenze perchè le nomine devono seguire criteri meritocratici e non devono essere fatte in base solo all’appartenenza politica.
HERA deve essere sotto il controllo pubblico almeno al 51%. E’ auspicabile il mantenimento di una quota minoritaria privata che può fungere da stimolo ad una gestione più efficiente.
- BOLOGNA CITTA’ LIBERA (Valerio Monteventi):
Si sono sostanzialmente ripetuti i riferimenti riguardanti i criteri di nomina sottolinenando l’importanza delle competenze.
HERA totalmente pubblica. Se lo Stato investe soldi nella banche dovrebbe mettere nelle condizioni (finanziarie) i Comuni di ritornare in possesso di queste aziende.
Come esempio è stato preso quello dell’acqua: bene prezioso, bene pubblico.
RIFORMA DELLO STATUTO – CITTA’ METROPOLITANA
- CITTADINI PER BOLOGNA (Riccardo Lenzi):
La riforma dello statuto è indispensabile. Si è fatto riferimento alla proposta scritta da Primavera Urbana con particolare riferimento ai referendum deliberativi e rivedendo il quorum.
Bilancio partecipato.
L’argomento statuto comunale non scalda i cuori degli elettori, ma la politica dovrebbe affrontare lo stesso il tema perchè dovrebbe avere anche una funzione pedagogica nei confronti dei cittadini.
- BOLOGNA CITTA’ LIBERA (Valerio Monteventi):
Prima di tutto bisogna capire se, come si dovrebbe, si va nella direzione della città metropolitana. Con questa trasformazione si scriverà uno statuto della città metropolitana dove si prevederanno strumenti partecipativi.
Strumenti che già esistono, ma che nella pratica difficilmente riescono ad incidere nelle scelte dell’amministrazione comunale. La mancanza di risultati concreti è altamente demotivante per i cittadini che tenderanno ad allontanarsi dalla politica.
Bilancio sociale. Bilancio di genere.
MOBILITA’
- CITTADINI PER BOLOGNA (Carmela Riccardi):
Bloccare gli impatti devastanti del Civis
No al Passante Nord
No al People Moover
Si al sistema ferroviario metropolitano.
Non si sono previsti scenari alternativi per motivi d’interesse. Sarebbe bene stabilire un patto: organizzare piani strategici partecipati dove si discuta prima del metodo e poi del merito delle questioni. Bisogna uscire dalla logica emergenziale che non produce nulla di buono. Bisogna produrre cultura.
- BOLOGNA CITTA’ LIBERA (Roberto Panzacchi):
No al Civis
No al Passante Nord
Sistema ferroviario metropolitano: bisogna comprare i treni e fare le piccole modifiche alle linee già presenti.
Privilegiare il trasporto pubblico come funzione pedagogica della politica nei confronti dei cittadini. Chiedere ad ATC di studiare una tariffazione che incentivi le famiglie ad usare il mezzo pubblico.
Chiusura del centro storico.
Creare zone in cui il limite di velocità sia di 30 Km/h
Promuovere la mobilità in bicicletta o anche a piedi.
Alla fine di questi interventi PRIMAVERA URBANA non ha potuto che constatare le tante affinità (se non la sovrapponibilità ) dei programmi, almeno negli argomenti trattati.
Se il nostro obiettivo era quello di favorire le condizioni per cui le liste si conoscessero al fine di trovare uno sbocco elettorale coordinato e condiviso, evidenziando le affinità tra le liste (per essere catalizzatrici loro stesse in prima persona di una nuova rete, di un nuovo movimento), allora l’obiettivo è stato raggiunto almeno in parte.
E’ stata in ogni caso un’occasione utile per tutti,
- per noi : si può fare politica senza essere parte politica e senza avere interesse proprio nell’azione intrapresa.
- per le due liste : si sono rese disponibili a cercare di superare la logica delle “identità â€, niente resta precluso.
La settimana scorsa sul nostro sito abbiamo pubblicato l’intervista a Giuseppina Tedde, candidata sindaco per la lista di sole donne “Altra Città â€, che presenterà un programma praticamente speculare a quello di “Bologna Città Liberaâ€, molto vicino a quello della lista “Cittadini per Bolognaâ€.
Solo due giorni fa è stata ufficialmente presentata la lista “Sinistra per Bolognaâ€, che si presenterà come alleata al PD per sostenere la candidatura di Flavio Delbono. Il programma è ispirato al grande lavoro di raccolta di progetti che ha svolto Guido Fanti nel suo sito, e si sovrappone, in larga parte, alle proposte fatte da “Bologna Città Libera†e da “Cittadini per Bolognaâ€. Basta ascoltare le dichiarazioni programmatiche di Milena Naldi per cogliere le numerose sintonie con le altre 3 liste di cui abbiamo documentato qui… Un’altra lista di sinistra con un programma tanto simile ma un candidato sindaco diverso!
L’evento elettorale è solo un piccolo evento nelle grandi trasformazioni in cui siamo entrati e a cui noi guardiamo con ottimismo; stanno arrivando tempi in cui conterà più ciò che sei disposto a diventare che ciò che sei stato .
Diceva Gandhi:
“Dovete coltivare lo spirito di libertà prima che essa arrivi materialmente. Le catene di uno schiavo sono spezzate nel momento in cui egli si considera un essere liberoâ€.
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Categoria: Partecipazione, Progetti, Testimonianze | 2 aprile 2009 Edit
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Confronto tra Sinistre: punti di vista o punti in comune?
Mercoledì 1 Aprile il gruppo “Primavera Urbana†organizza un incontro pubblico, aperto a tutti i cittadini, tra le Liste “Cittadini per Bologna†e “Bologna Città Liberaâ€.
I candidati sindaco Gianfranco Pasquino, Valerio Monteventi e i rispettivi gruppi che stanno lavorando ai programmi in vista dell’appuntamento elettorale, confronteranno le loro proposte per la Città .
L’incontro si svolgerà Mercoledì 1 Aprile ore 20,45
presso la Sala dello Zodiaco di Palazzo Malvezzi, Via Zamboni 13
L’intento, come recita il titolo della serata, è quello di fare emergere punti di vista ed eventuali punti in comune, in prospettiva delle elezioni o del dopo elezioni…
Dopo il primo incontro svoltosi il 17 marzo scorso, abbiamo chiesto ai due candidati Sindaco di approfondire la discussione, entrando nel merito di alcuni punti dei programmi elettorali. Si parlerà di trasporti, mobilità , gestione delle aziende partecipate, città metropolitana, riforma dello statuto comunale, bilancio…
Sono invitati tutti i cittadini che vogliono ascoltare, partecipare e fare proposte!
gruppo “Primavera Urbanaâ€
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Categoria: Idee, Progetti | 30 marzo 2009 Edit
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1.
Simona apr 1st 2009 Moderate
A tutti gli amanti della primavera: sono arrivate le rondini!
Per gli amanti della sinistra, invece: portiamo pazienza e continuiamo a tessere fili, quella è la strada prima o poi. Con fiducia.
Primavera Urbana intervista Giuseppina Tedde
Dopo Gianfranco Pasquino e Valerio Monteventi abbiamo incontrato Giuseppina Tedde, ex assessore provinciale che ha deciso di candidarsi come Sindaco a capo della lista di donne “Altra Città â€, che si propone appunto come lista di sole candidate donne, di sinistra, alternativa ai partiti.
Le abbiamo chiesto la sua visione di Bologna e che cosa pensa riguardo i temi più attuali della campagna elettorale: ancora una volta abbiamo raccolto risposte molto simili.
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Categoria: Testimonianze, Video, r-Evolution | 27 marzo 2009 Edit
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Primavera Urbana intervista Ivan Cicconi
Ivan Cicconi si è laureato all’ Università degli Studi di Bologna presso la Facoltà di Ingegneria. E’ noto come uno dei maggiori esperti di infrastrutture e lavori pubblici, avendo nella sua attività ultradecennale fornito anche contributi teorici apprezzati e riconosciuti dagli operatori del settore, in particolare sui sistemi di corruzione e sui meccanismi di penetrazione delle organizzazioni mafiose nel settore dei lavori pubblici.
È autore di numerosi saggi. Il suo libro più noto, La storia del futuro di tangentopoli, è stato definito da S.Ripamonti “un libro che sta andando a ruba tra le toghe del pool mani pulite, che lo considerano una specie di testo sacro†(l’Unità , 29 marzo 1998), ha avuto e continua ad avere numerosissime recensioni e citazioni, fra le più recenti quelle di V.Feltri e R.Brunetta (Libero, 26.02.07) e M. Cobianchi (Panorama, 27.09.07). Fra i libri pubblicati negli ultimi cinque anni: Capitalismo e Globalizzazione, scritto con Nerio Nesi; Project financing nei lavori pubblici, L’infiltrazione della criminalità organizzata nella gestione dell’appalto pubblico con Enzo Ciconte e Luca Tescaroli; Travolti dall’Alta Voracità , con diversi esperti fra i quali, Luca Mercalli, Marco Ponti e Marco Revelli; Le grandi opere del Cavaliere, con la prefazione di M.Travaglio, presentato in molte città e recensito dalla stampa nazionale.
Fra gli incarichi importanti ricoperti si segnala quello di Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dei Lavori Pubblici nella XIII legislatura e membro del CdA dell’ANAS nel 1980-81.
E’ stato professore a contratto nelle facoltà di architettura delle università La Sapienza di Roma, del Politecnico di Torino ed alla Università LUISS di Roma.
Ha svolto attività di ricerca per il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), per l’ENEA (Ente Nazionale per le Energie Alternative), per il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) e per l’UE (Unione Europea) in programmi di assistenza per organismi di paesi dell’America Latina (Mercosur, Argentina, Uruguay).
E’ stato dirigente d’azienda per 25 anni; l’ultimo incarico dirigenziale ricoperto (dal giugno 2001 al maggio2007) è stato quello di direttore generale di NuovaQuasco–Qualificazione degli Appalti e Sostenibilità del Costruire (Società a maggioranza pubblica, con sede a Bologna) che, oltre a gestire, su incarico della Regione Emilia-Romagna, la sede regionale dell’osservatorio nazionale dei contratti pubblici, svolge attività di ricerca e sviluppo nel settore delle costruzioni e nei campi delle tecnologie, della normativa tecnica e procedurale per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, della regolarità e sicurezza del lavoro, della qualità e della sostenibilità ambientale.
Fra gli incarichi non retribuiti al momento ricoperti si segnala quello direttore dell’ Associazione Nazionale ITACA-Istituto per la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale (www.itaca.org), Roma, costituita da tutte le Regioni e Province Autonome italiane, e quello di vicepresidente del Comitato Costruzioni dell’UNI, Ente Nazionale di Unificazione (www.uni.com), Milano.
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Categoria: Progetti, Testimonianze, Video | 21 marzo 2009 Edit
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E’ iniziato il confronto tra “Bologna Città Libera†e “Cittadini per Bolognaâ€
eventi

Martedì 17 si è svolto alla Sala Bianca di Palazzo D’Accursio l’incontro pubblico, promosso da Primavera Urbana, tra le Iiste “Bologna città libera†e “Cittadini per Bolognaâ€.
Erano presenti i candidati sindaco Valerio Monteventi e Gianfranco Pasquino. Sono intervenuti anche esponenti di altre forze politiche bolognesi.
L’intento dell’incontro era verificare se esistono le condizioni per far convergere le due liste in un unico raggruppamento elettorale e se tale raggruppamento possa svolgere una funzione politica anche dopo le elezioni.
Siamo infatti convinti che sia urgente offrire agli elettori dell’area di centro sinistra, in fuga dal voto o sfiduciati, un’ alternativa credibile al PD e alla frantumazione provocata dalla crisi della sinistra.
Abbiamo proposto un’aggregazione in cui le liste mantengano la propria autonomia e caratterizzazione, che sia aperta ad altre successive adesioni secondo una logica di rete, che si proponga di essere riferimento politico innovativo per l’intera città .
Le nostre interviste a Valerio Monteventi e a Gianfranco Pasquino mostrano punti di convergenza programmatica ed a loro ci siamo pertanto rivolti.
Entrambi i candidati sindaco sono intervenuti a più riprese durante l’incontro; è seguito un dibattito ricco di interventi e di sollecitazioni.
Sono emerse con chiarezza le differenze tra le due liste, ma tutti i partecipanti hanno espresso la volontà di approfondire la discussione entrando nel merito dei punti specifici dei programmi elettorali.
Per questo si è deciso di continuare il confronto in un prossimo incontro.
Tags: Bologna Città libera, Centro sinistra, Cittadini per Bologna, Convergenza programmatica, Elezioni, Gianfranco Pasquino, Incontro pubblico, Valerio Monteventi, altri Tags…
Categoria: Idee, Partecipazione, r-Evolution | 19 marzo 2009 Edit
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1.
Simona mar 20th 2009 Moderate
Ciao Primavera,
grazie per avere pensato e organizzato quell’incontro.
E’ stato utile ad incontrarsi e conoscersi, tanto per cominciare.
Pochi discorsi di maniera, molte parole concrete.
A me sono piaciute soprattutto quelle del signor Bonaga, ma in generale è stato interessante sentire parlare la platea.
A molte domande non è stata data risposta e un modo per continuare potrebbe essere proprio quello di trovare soluzioni insieme.
A quella serata ho trovato anche persone che, come me, frequentano l’interessante esperimento del sig. Ferdinando: lo sgabellino in piazza.
Continuiamo a lavorare insieme! ciao
Primavera Urbana intervista Valerio Monteventi e Gianfranco Pasquino
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Primavera Urbana intervista Valerio Monteventi :: Video Primavera Urbana intervista Gianfranco Pasquino :: Video
Mentre il PD è in via di disgregazione e i dirigenti locali forse gioiscono nel pensare che questa catastrofe si trasformi in una loro opportunità di carriera, una parte della società civile si muove in modo indipendente cercando di fare politica diversamente. Ad oggi ai cittadini bolognesi che si sentono più vicini al centro sinistra sono offerte due possibilità per ora alternative: la lista “Cittadini per Bologna†con a capo il candidato sindaco Gianfranco Pasquino e la lista “Bologna Città Libera†il cui candidato sindaco è Valerio Monteventi. Entrambi i gruppi crediamo che condividano l’esigenza di cambiare modo di fare politica passando attraverso il ricambio della classe dirigente attuale. Abbiamo incontrato i due candidati e li abbiamo intervistati su alcune tematiche che potrebbero avere grande rilevanza per la campagna elettorale, ma soprattutto per disegnare il futuro della nostra città . Vi proponiamo due video di circa dieci minuti perchè ognuno possa farsi un’idea della linea generale e delle posizioni espresse da Valerio Monteventi e Gianfranco Pasquino. Due linee inconciliabili? Non sembrerebbe essere così… Due facce di una sinistra che ancora una volta si presenterà frammentata e debole agli elettori? Oppure due punti di vista che potrebbero arricchirsi reciprocamente?
Tags: Bologna, Bologna Città libera, Candidati, Candidato Sindaco, Cittadini per Bologna, Domande, Idee, Intervista, Interviste, Liste, Monteventi, Pasquino, Progetti, Programmi, altri Tags…
Categoria: Idee, Partecipazione, Progetti, Testimonianze | 11 marzo 2009 Edit
Un Commento
1.
Claudio mar 16th 2009 Moderate
Per quanto Cofferati non fosse gran che, era certamente meglio dei vari Pasquino, Monteventi, Del Bono, Guazzaloca, Cazzola ….. Anzi molti di questi hanno criticato Cofferati proprio per le poche cose buone che ha fatto!
Cambiare si può!
UN MOMENTO PERFETTO
E’ il momento giusto per una grande trasformazione, in noi e attorno a noi.
Un anno fa era troppo presto, non c’erano ancora le forze in campo che ci sono oggi: dopo le elezioni sarà troppo tardi, le forze si inaridiranno se non si temprano ORA.
E’ in atto la disgregazione del partito che per decenni è stato al centro della sinistra italiana, è un naufragio irreversibile perché non viene solo dalle sconfitte elettorali e dagli uomini che dirigono oggi il PD. Viene dalla morte dei suoi elementi vitali. Le parole e i volti della classe politica del PD dicono che non c’è più vita, forza interiore, motivazione. Il berlusconismo dilaga ora più per effetto della decomposizione della sinistra che della propria forza di espansione
A questo scenario risponde il proliferare di sigle, liste, associazioni, movimenti spesso piccoli: alcuni di questi sono collegati alle nuove esperienze dei territori, altri sono una stanca ripetizione dei riti passati.
E’ un arcipelago di isole i cui abitanti ignorano spesso quanto sia bello e fecondo passare da isola a isola, le identità divengono spesso dei recinti in cui ci si chiude prigionieri di se stessi.
Il procedere in ordine sparso di tante iniziative non è sempre espressione negativa del presente, ma racconta anche la voglia di lottare, di esserci in prima persona, quasi singolarmente… Affermare se stessi è il primo motore di qualsiasi cambiamento, lotta politica e resistenza alle forze avverse.
E’ bene che esistano tante iniziative.
E’ male, invece, che si chiudano e si esauriscano in se stesse, in solitudine.
COSTRUIRE PONTI
Il principio di autoaffermazione è produttivo solo se accoppiato a un principio di “rinunciaâ€: ci si può aiutare se ognuno, nel momento in cui afferma se stesso, rinuncia a imporsi agli altri, ad essere l’ UNICO.
La grande opera di trasformazione nel mondo globale parte dall’autotrasformazione.
E’ il senso di responsabilità a cui si richiama ad esempio Obama che, vinte le elezioni, oggi combatte la battaglia delle idee nell’opinione pubblica, trasformando la campagna elettorale in una permanente campagna di formazione civile.
Nell’arcipelago bolognese dei gruppi politici dobbiamo costruire ponti che rendano possibile aiutarsi reciprocamente. Le liste esistenti a “sinistra†non possono prospettare ancora una volta all’elettorato la disgregazione e la separazione.
In Italia i professori stanno nelle università e raramente frequentano le strade, chi sta in strada spesso nega la validità dell’ingresso nelle istituzioni, i partiti politici infine vivono solo nelle istituzioni.
Negli USA Obama è riuscito a riunire “STUDIO, STRADA, ISTITUZIONIâ€.
Ecco che cosa immaginiamo, che cosa sogniamo, che cosa vogliamo per Bologna.
Immaginiamo che esista un’ area, uno spazio in cui si possano realizzare compiutamente le potenzialità di pensiero di un Pasquino, le esperienze di strada di un Monteventi, le competenze istituzionali degli uomini di sinistra democratica, la spinta alla trasformazione di tante persone e di molti cittadini che si sono impegnati e che si impegnano per Bologna, per un cambiamento che sia vero e profondo.
Solo uno spazio come questo può essere il motore della vita politica cittadina, in questo momento per la scadenza elettorale, ma anche e soprattutto dopo, perché la responsabilità impone di occuparsi non solo delle decisioni istituzionali, ma anche di ascoltare i cittadini, di strappare più potere per loro, di formare un’opinione pubblica volta al bene e alla giustizia, di temprare i giovani alle prove che li trasformeranno e li renderanno capaci di compiere ciò che i vecchi non sono stati in grado di fare.
Una rete di cittadini, di associazioni, di idee, di movimenti alternativi non solo al PD, ma alla logica stessa del dirigismo, dei poteri e delle corporazioni; una rete alternativa al sistema e al metodo politico così come oggi sono concepiti e strutturati, non solo nella nostra città ma in tutta la nostra società .
COME FARE
Bologna è la città dei portici, ovvero di quegli elementi architettonici che si appoggiano gli uni agli altri… La bellezza che percorre Bologna viene da questo fluire di forme che da sole sarebbero vuote, e invece insieme sono come “fiume†che scorre nella città . Una rara bellezza che nasce da un artista collettivo.
Il nostro porticato politico potrebbe funzionare cosi:
Un raggruppamento elettorale che non cancella le sigle di origine, un raggruppamento a RETE: ovvero le liste fondatrici non assorbono i gruppi successivi, ma consentono loro di aggregarsi come nuove autonome unità . Le diverse liste possono stare insieme per aiutarsi nella scadenza elettorale, mantenere ciascuna la propria autonomia di azione, conseguire alcuni obiettivi comuni, diventare dopo le elezioni, qualsiasi ne sia il risultato, l’approdo di altri gruppi, persone, associazioni.
Siamo mentalmente preparati ? Se non lo siamo, lo possiamo diventare.
Sappiamo che è difficile, sappiamo di chiedere molto, ma sappiamo anche che è proprio questo il momento, non solo di chiedere, ma di dare e di fare molto. Questo è il momento perfetto.
La legge elettorale attuale impone un UNICO candidato del raggruppamento. Questo a quanto pare è il problema più difficile da risolvere.
Noi come Primavera Urbana non abbiamo né un candidato alternativo nè una soluzione a questo problema.
Ci appelliamo a tutte le persone che stanno lavorando in queste liste e a tutti quelli che stanno lavorando per unire le forze, perché di una cosa siamo sicuri: forse non abbiamo la soluzione per il problema, però abbiamo tutti mente e cuore per risolverlo.
Yes, we can…
Gruppo Primavera Urbana
Tags: Bologna Città libera, Cambiamento, Cittadini per Boogna, Dialogo, Incontro, Monteventi, Pasquino, Rete, Sinistra, Sinistra Democratica, altri Tags…
Categoria: Idee, Partecipazione, Progetti, r-Evolution | 28 febbraio 2009 Edit
2 Commenti
1.
serghej feb 28th 2009 Moderate
costruire ponti è una cosa bellissima, tessere reti fondamentale, in quest’arcipelago d’isole ed isolette disperse nel mare, occorre vedere quali sono le condizioni che pongono i diversi “guardiani delle isole†e se intendono collegarsi,
E poi però, alla fine, occorre un ponte collegato alla terraferma, per restare ancorati ad un pogetto più grande che serva a cambiare davvero, un progetto egemone che non resti una nobile denuncia ma indicgi concretamente una prospettiva alternativa a questa desolazione italiana………….hasta luego
2.
Simona mar 12th 2009 Moderate
Il vostro discorso mi piace.
Mi piace l’idea di sapere fare un passo in dietro per il bene comune.
Mi piace il richiamo a non disperdere le energie nella frammentazione.
Il limite lo vedo solo nella realizzazione perché un progetto simile avrebbe richiesto un progetto di lungo respiro (Obama tutto sommato aveva dietro di se il grande partito democratico americano e le primarie in cui era stato scelto come candidato dalla base).
Ci vuole tempo per abituarsi all’idea di limitare la propria identità per creare qualcosa di nuovo.
Comunque quella è la direzione, sono d’accordo.
Le Ragioni di un Incontro
Chi segue con interesse le vicende della ‘Dinasty’ politica bolognese non può che farsi delle domande: cosa succederà domani? quali saranno i prossimi colpi di scena? e soprattutto come andrà a finire la ’storia’ ?
Il quadro si sta delineando.
Manca però lo stesso entusiasmo che contraddistinse la campagna elettorale del 2004 e che riuscì a coinvolgere una parte rilevante della città nell’elezione del Sindaco Cofferati.
Oggi il fronte di centro-sinistra è parcellizzato.
Mentre il PD è in via di disgregazione e i dirigenti locali forse gioiscono nel pensare che questa catastrofe si trasformi in una loro opportunità di carriera, una parte della società civile si muove in modo indipendente cercando di fare politica diversamente.
Ad oggi ai cittadini bolognesi che si sentono più vicini al centro sinistra sono offerte due possibilità per ora alternative: la lista “Cittadini per Bologna†con a capo il candidato sindaco Gianfranco Pasquino e la lista “Bologna Città Libera†il cui candidato sindaco è Valerio Monteventi.
Partecipando agli incontri di entrambi i gruppi e soprattutto conoscendo qual’è lo spirito che muove la base di questi movimenti, si ha la conferma che come sempre Bologna è un laboratorio politico in grado di esprimere eccellenze, innovazione e coraggio.
Entrambi i gruppi crediamo che condividano l’esigenza di cambiare modo di fare politica passando attraverso il ricambio della classe dirigente attuale.
Nello spirito suggerito da Guido Fanti, esistono affinità programmatiche comuni? E se ne esistono, sono ragioni sufficienti per un incontro?
Ad esempio riguardo a temi cardine come la Mobilità (Sistema Ferroviario Metropolitano, People Moover, Civis, Passante Nord,…) Ambiente-Energia, Città Metropolitana quali sono i differenti punti di vista?
Un’altra ragione per cui si ritiene utile ed urgente un confronto sta nella semplice constatazione che Bologna ne ha bisogno per rinnovare una viva partecipazione allargata e organizzata sul territorio e per tenere accese le speranze di un credibile ed entusiasmante successo che rappresenterebbe magari l’inizio di una svolta di cui non solo la nostra città sente l’esigenza.
Nella logica di internet oggi la chiave per una vittoria è riuscire a “mettere in rete†le varie esperienze politiche capaci di un impegno audace, ma realistico, e che hanno dimostrato capacità di confrontarsi e stare insieme.
La rivoluzione di oggi richiede “solo†questo coraggio, “solo†questo sforzo.
Per questo ringraziamo il Prof. Pasquino e tutto il suo gruppo che ha dato la delega a PrimaveraUrbana per organizzare l’atteso incontro, fiduciosi di riscontrare la stessa disponibilità da parte della Lista Bologna Città Libera.
Gruppo Primavera Urbana
Tags: Bologna, Bologna Città libera, Cittadini per Bologna, Fanti, Incontro, Liste Civiche, Pasquino, Ragioni, altri Tags…
Categoria: Testimonianze, r-Evolution | 24 febbraio 2009 Edit
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Sulla Sicurezza e sul Degrado
Opera murales di Blu – www.blublu.org
PREMESSA: ASSESSORATO ALLA PARTECIPAZIONE
Un programma politico che si pone l’obiettivo di dare delle risposte concrete alle esigenze di una città complessa come Bologna, non può prescindere da alcune considerazioni generali.
E’ noto che qualsiasi provvedimento esecutivo che un’amministrazione comunale decida di applicare non potrà che scontentare una parte dei cittadini coinvolti. Il criterio però che ogni amministrazione dovrà seguire è quello del massimo bene collettivo aggregato, ovvero quello che corrisponde al massimo vantaggio collettivo ed al minimo svantaggio per tutti coloro che sono implicati nell’intervento; con la consapevolezza che il diritto alla salute, alla libertà individuale o collettiva sono inviolabili nel rispetto del principio della legalità .
E’ importante avere ben chiaro che le soluzioni ai problemi della sicurezza e del degrado non possono prescindere da un lungo lavoro di sensibilizzazione, informazione, educazione ed esempio che parta dall’amministrazione comunale per poi passare alle scuole, alle assemblee partecipate organizzate nei quartieri e finire all’interno di ogni singolo nucleo famigliare.
Educazione, scuola, esempio, informazione, accoglienza, rispetto delle esigenze altrui: sono le parole chiave per trovare soluzioni non demagogiche ai problemi di Sicurezza & Degrado.
A tal proposito va verificata la possibilità di creare un assessorato alla partecipazione con il compito di promuovere il coinvolgimento diretto dei cittadini in tutte le scelte che investono la collettività . La sicurezza e il degrado di una città sono in relazione stretta con il livello di partecipazione dei cittadini alle vicende della città e al suo destino.
RAPPORTO COMUNE – ASSOCIAZIONI:
Verificare la reale esecuzione dei servizi offerti dalle associazioni di volontariato per ridistribuire i fondi a loro stanziati in modo da seguire una logica meritocratica. Affinché la distribuzione dei fondi accresca la qualità e l’efficienza dei servizi erogati, è necessario un confronto permanente tra l’amministrazione comunale e tutte le realtà che ad oggi hanno usufruito di un finanziamento pubblico in modo da monitorare e valutare i risultati raggiunti. L’attenta valutazione dei dati raccolti creerà requisito preferenziale per l’accesso a nuovi finanziamenti.
Nell’assegnazione degli appalti si privilegeranno le associazioni che, oltre allo svolgimento del servizio assegnato, prevederanno a titolo gratuito ore di informazione nelle scuole.
PROMOZIONE INCONTRI SCUOLE-ASSOCIAZIONI:
In un’ottica di medio – lungo termine per la soluzione dei problemi di sicurezza e degrado, è necessaria una programmazione di incontri formativi nelle scuole da parte di tutti i soggetti impegnati sul territorio; lo sviluppo di una coscienza civica nelle nuove generazioni è condizione essenziale affinché assumano un ruolo portagonista nelle sorti della nostra città . Il Comune di Bologna dovrebbe stimolare anche eventi che vedano coinvolte contemporaneamente più scuole. Ciò favorirebbe la conoscenza delle varie realtà presenti nei diversi quartieri e, grazie alla partecipazione attiva delle famiglie, degli insegnanti e delle realtà associative, accrescerebbe il livello di coesione sociale. A tal fine occorre ricercare spazi, risorse finanziarie e professionali di cui la città di Bologna non manca.
Laboratori ambientali, Rapporti Interculturali, Integrazione, Sicurezza stradale, Preservazione del patrimonio storico artistico della nostra città , sono alcuni dei temi dominanti su cui si dovrebbe rivolgere la maggiore attenzione.
E’ bene ricordare però che nei prossimi anni sarà sempre più impellente che le famiglie riprendano a svolgere quella funzione educativa che loro compete e senza la quale ogni intervento pubblico risulta monco.
EMERGENZA ABITATIVA, LUNGORENO:
Dare un segno di discontinuità nella gestione strumentale degli sgomberi avvenuta nel recente passato che non ha portato al superamento del problema degli accampamenti sul lungoreno.
Creare come già previsto uno sportello informativo presso la stazione ferroviaria per indirizzare le persone ai vari servizi d’accoglienza cittadini.
Si deve far fronte all’emergenza abitativa con una gestione più trasparente nell’assegnazione delle case popolari ed inducendo i proprietari di immobili inutilizzati ad introdurli nel mercato delle locazioni aumentando quanto possibile (verificare %) l’ICI per gli appartamenti sfitti da più di due anni.
Da combattere con fermezza è poi il fenomeno degli affitti in nero che colpisce in particolar modo gli studenti fuori sede. Si potrebbe aprire uno sportello di ascolto, consulenza e denuncia specifico per questi fenomeni e gestito direttamente dagli stessi studenti, immigrati ed altri operatori del settore casa del Comune di Bologna in collaborazione con l’Università . Una soluzione strutturale del problema richiede l’ampliamento dell’offerta di case per gli studenti; enti pubblici e Università dovranno impegnarsi a costruire abitazioni : vedi villaggi dello studio.
SUL TERRITORIO: ORGANIZZAZIONE
Il recente decentramento dei servizi sociali nei Quartieri può essere visto in maniera positiva nell’ottica di una trasformazione di Bologna in Città Metropolitana.
Eseguire una riorganizzazione sul territorio slegata da una reale trasformazione dei Quartieri in Municipalità , da un aumento dell’organico degli operatori formati e specializzati e da un incremento dei fondi necessari, rischia di non andare incontro alle esigenze degli utenti, al contrario può creare un effetto di dispersione e di sfiducia nei servizi. L’apertura di uno sportello dedicato ai senza fissa dimora ad esempio richiede l’impiego di personale fisso con compiti
BAGNI PUBBLICI:
Nuova costruzione di bagni pubblici nelle aree di maggiore passaggio e degrado. La manutenzione e la pulizia di questi nuovi servizi sarà da affidare ad Hera o ad aziende, cooperative, associazioni appaltatrici a seguito di un relativo bando.
Per Piazza Verdi si propone di costruire un bagno pubblico nei locali attualmente occupati dai Vigili Urbani (che verranno solo spostati in Largo Respighi grazie all’ausilio di una unità mobile). Il bagno dovrà essere custodito da personale addetto alla pulizia anche in orari notturni; questo provvedimento soddisfa più esigenze: dei cittadini residenti che non si vedranno più imbrattare i muri di urina, degli usufruitori della Piazza, perché si dà loro un servizio più comodo , delle forze dell’ordine perché mantengono il controllo del territorio – Largo Respighi è praticamente una continuazione di Piazza Verdi – senza dare l’impressione che la zona sia presidiata militarmente. Dovranno essere costruiti/installati dei bagni custoditi e mantenuti costantemente puliti (per permetterne una reale fruizione) anche in altre zone come Piazza Santo Stefano, Vicolo Bolognetti, Piazza San Francesco e Via Del Pratello. I bagni dovranno essere dotati di luci blu che li rendono non più utilizzabili per chi fa uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa. Il pavimento dovrà essere costituito da una grata di scolo e gli scarichi attivabili attraverso fotocellule per permettere il minimo contatto fisico tra l’utente e la struttura. (cfr Praga ed altre città europee)
VUOTO A RENDERE :
Uno dei problemi di degrado avvertiti dai cittadini è legato all’enorme quantità di rifiuti che il popolo della notte produce e lascia indecorosamente per terra. Soprattutto il vetro abbandonato per strada può essere fonte di pericolo se calpestato accidentalmente o se utilizzato come oggetto contundente. Anche per questo il Comune si adopererà per organizzare una raccolta separata di vetro, lattine e bottiglie di plastica per incentivare il loro riutilizzo. All’atto della vendita il commerciante rilascia regolare scontrino col quale il cliente può tornare per ricevere una somma di 1 euro per il riconoscimento del vuoto a rendere. Sarà compito del Comune di Bologna, tramite le aziende distributrici (vuoto a rendere), organizzare il ritiro presso i punti vendita e destinare il materiale raccolto alle aziende specializzate nel riciclo/riuso. A fronte della collaborazione dei commercianti il Comune si impegna ad aumentare la pulizia e disinfezione degli spazi antistanti alle attività commerciali (vedi portici che sarebbero di pertinenza condominiale). Dove possibile poi sarà incentivata la vendita di bevande alla spina.
STOP AI SACCHETTI DI PLASTICA :
Si propone alla futura amministrazione comunale di deliberare il divieto di vendita e distribuzione di sacchetti di plastica per la spesa in tutto il territorio comunale e in tutti gli esercizi commerciali compresa la grande distribuzione.
RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO & ARREDO URBANO & SOCIALITA’:
Abbattere il muro che separa i viali dall’area Staveco. Riqualificare l’area costruendo parcheggi sotterranei ed un grande parco provvisto di nuove piste ciclabili da collegare ai Giardini Margherita da un lato, all’area San Mamolo dall’altro e con una terza direttrice verso il centro. Nuovi spazi giochi per bambini e costruzione di un asilo nido, scuola materna, centro anziani ed un centro sportivo come già richiesto dai residenti del quartiere. Queste strutture dovranno essere costruite in classe energetica A ed alimentate con energia alternativa. La riqualificazione dell’area è resa indispensabile ed urgente per lo stato d’abbandono delle strutture militari e vecchie officine che presentano coperture ancora in amianto costituendo una grave minaccia per la salute dei cittadini. Il nuovo parco potrà integrarsi anche con una riqualificata Villa Ghigi da troppi anni in stato d’abbandono. Per fare questo è indispensabile il coinvolgimento di imprese, fondazioni , singoli cittadini.
Incrementare l’illuminazione delle strade utilizzando lampade al LED per il risparmio energetico.
Stimolare la nascita di Associazioni o Comitati di Vicinato grazie all’intervento di assistenti ed educatori comunali allo scopo di promuovere la conoscenza del territorio e delle persone che lo abitano organizzando anche eventi che vedano protagonisti i cittadini stessi. Si potrebbe sperimentare un progetto pilota nella zona di Mattei Martelli. Una fiera di quel quartiere da ripetersi a cadenza annuale ed ubicata nel viale alberato tra i condomini favorirebbe la socialità e la conoscenza reciproca di italiani e stranieri.
Il Comune di Bologna dovrebbe spingere il Quartiere San Vitale a concedere alle Associazioni di volontariato a titolo gratuito o a canone agevolato i numerosi negozi sfitti di via Martelli. Questa iniziativa avrebbe un triplice effetto: rianimare la zona anche nelle ore serali promuovendo attività che non siano di disturbo alla quiete, facilitare il contatto tra queste realtà rappresentative di una ricchezza culturale e i giovani del quartiere , rendere più sicuro il territorio.
Promuovere il controllo del territorio organizzando per quartieri i vigili di prossimità o vigili di quartiere che avranno come principale compito quello di essere il primo interlocutore per i cittadini e non dovranno avere come obiettivo principale un ruolo sanzionatorio. Dovranno essere sempre gli stessi a prestare servizio in quell’area per essere riconoscibili (con nome e cognome) ai cittadini. Potranno supportare in modo integrato anche le attività degli educatori ed assistenti del Comune e delle varie associazioni che operano nella loro zona.
A tal riguardo si dovranno incentivare e rendere strutturali servizi come quelli offerti dall’Associazione Interculturale Universo o dal progetto promosso dal Comitato Piazza Verdi, quest’ultimo coinvolge pankabestia e senza fissa dimora nella zona universitaria e li impegna nel presidiare l’uscita delle scuole oppure nella pulizia di strade, piazze e parchi pubblici. Si dovrebbero investire più fondi per questi progetti e farli uscire dalla sfera del volontariato mal rimborsato. Sono azioni molto concrete e ad alto contenuto simbolico e mostrano che anche le parti più deboli della società (immigrati e ragazzi di strada) possono essere di esempio e costituire una risorsa per l’intera città .
Recentemente è stata decisa l’eliminazione delle barriere che limitano l’accesso a San Petronio. Le barriere metalliche insultano la bellezza della piazza e non impediscono in alcun modo ipotetici atti di violenza contro la chiesa o i fedeli. Sono il simbolo di una società spaventata e per questo facilmente manipolabile, la loro presenza crea di un senso d’ insicurezza risolvibile con la rimozione, cui si può aggiungere un auspicabile incremento del controllo del territorio in generale e degli obiettivi sensibili in particolare, da parte delle forze dell’ordine.
PIU’ ATTIVITA’ CULTURALI, MENO DEGRADO :
Organizzare una nuova edizione del MADE IN BO per promuovere le iniziative gratuite e permettere a tutti i cittadini di beneficiare di concerti, biblioteche, stand eno-gastronomici con accesso gratuito. Si può associare a questo evento una Fiera Internazionale della Pasta con corsi fatti dalle sfogline nella migliore tradizione cittadina e regionale.
Si dovranno creare nuove zone di aggregazione per i giovani offrendo loro alternative ai classici punti di ritrovo in zone residenziali che, perciò, generano conflittualità di difficile gestione: vedi Piazza Verdi, Via Del Pratello, Piazza Santo Stefano, ecc…
Le ordinanze che limitano il consumo degli alcolici fuori dai locali e la vendita oltre un certo orario, sono inadeguate. Per risolvere questi problemi è fondamentale la creazione di nuovi “canali di sfogoâ€.
Un padiglione della Fiera può essere la sede ideale per la realizzazione di un Polo del Divertimento, grazie alle infrastrutture esistenti già predisposte ad accogliere l’affluenza di un numero elevato di persone e alla relativa distanza da centri abitati.
La costituzione all’interno della Fiera di un’area dedicata all’arte (comprendendo spazi destinati all’espressione dell’arte figurativa di strada: graffiti – murales), al teatro, alla musica e al divertimento in genere, dovrà coinvolgere nella progettazione e realizzazione le realtà associative che ruotano attorno al mondo universitario. Un luogo simile dovrebbe anche motivare la dialettica ed il confronto di idee su temi di vario genere. Creatività e confronto dovrebbero essere le colonne portanti del progetto che porterà alla costruzione di un luogo comune dove condividere le proprie passioni.
Da questo Polo del Divertimento trarrà giovamento la stessa Fiera perché potrà offrire ai suoi utenti una valida alternativa per l’intrattenimento notturno facilmente accessibile e a basso costo.
Si dovranno poi collegare con navette (tour) i principali luoghi di aggregazione dei giovani al fine di disincentivare l’uso delle auto private e agevolare una circolazione delle persone che favorisca gli studenti e la fruizione dei locali dal centro storico verso le periferie.
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Categoria: Progetti, Testimonianze | 21 febbraio 2009 Edit
Un Commento
1.
cristina mag 12th 2009 Moderate
Nel quartiere San Donato partirà a breve un progetto sperimentale navetta notturna grazie alla volontà di cinque importanti spazi di aggregazione giovanile della città : Locomotiv, Estragon, Sottotetto, Covo e Lo Scalo. Sabato 16 maggio la navetta partirà alle ore 0.30 da via Marconi ed effettuerà le seguenti tappe: Locomotiv, Estragon, Sottotetto, Lo Scalo, Covo, via Indipendenza, via Marconi. Il tragitto verrà ripetuto 1 volta all’ora circa, dalle ore 0.30 alle 4. Il servizio sarà completamente gratuito per i fruitori con le spese coperte dagli spazi coinvolti nel progetto.
Lettera di Ivano Marescotti al PD
Ivano Marescotti
Abbiamo ricevuto la lettera che recentemente Ivano Marescotti ha scritto ai dirigenti del PD. L’attore romagnolo, da sempre schierato politicamente, spiega perchè quest’anno non rinnoverà la tessera del partito. Abbiamo chiesto il suo consenso per pubbicare questa lettera perchè ci sembra una presa di posizione seria, coerente e coraggiosa. L’ennesima testimonianza, in questo caso autorevole, del momento di assoluta impasse di questo partito e dei suoi dirigenti, che non riescono ad esprimere una linea politica certa, sempre più lontani dai problemi reali della gente, incapaci di portare idee nuove e incompresi dai cittadini… Anche dalla loro stessa base.
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Non è polemica. È una questione di coscienza.
Questo giro non è andata. Passo da aderente a simpatizzante esterno e attendo che succeda qualcosa, che tutto è meglio di questa nebbia indistinta e di forze contrapposte tenute assieme da non si sa più bene che cosa e con quale obbiettivo.
Buon lavoro a tutti.
Ivano Marescotti
Bologna 11 febbraio 2009>>
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Categoria: Testimonianze | 13 febbraio 2009 Edit
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Un’esperienza di urbanistica partecipata – Zola Predosa
Resoconto:
Il 6 Febbraio a Zola Predosa è iniziato il seminario di urbanistica partecipata organizzato dal comitato “Enigma Borsariâ€.
E’ un’esperienza che val la pena di seguire; è un tentativo di elaborare un programma elettorale (e non solo) con la partecipazione diretta dei cittadini.
Il comitato è nato per impedire la cementificazione di un’area protetta (il Belvedere) ed è riuscito a indurre il sindaco Borsari a sospenderne l’iter di realizzazione. Da quel momento Borsari è stato scaricato dal suo partito (PD) che non lo ripropone come candidato pur essendo risultato il secondo sindaco più gradito ai cittadini in un sondaggio commissionato lo scorso anno dalla Provincia.
Il PD non ha spiegato pubblicamente le ragioni della sconfessione (anche se tutti le intuiscono), per cui il comitato di cittadini si è autonominato “enigma Borsari†e ha proposto la formazione di una Lista civica che ponga al centro due intenti: salvaguardia del territorio e sviluppo della democrazia partecipata.
Circa 50 i cittadini presenti tra i quali numerosi membri di associazioni (WWF, Centro disabili, ecc.).
Guidavano l’incontro gli architetti Antonio Bonomi e Manuela Capelli che hanno realizzato altre esperienze di urbanistica partecipata.
- Dopo una breve presentazione dei promotori del comitato, l’arch. Bonomi ha illustrato i motivi che inducono a dar vita a queste esperienze:
c’è un deficit di democrazia nella nostra organizzazione politica che impedisce ai cittadini di intervenire sullo sviluppo del proprio territorio.
In questi ultimi anni in tutti i territori si sono diffuse competenze specialistiche che però non trovano adeguata valorizzazione; se si riesce a unire le spinte dal basso con queste competenze, facendole diventare protagoniste, si può invertire il processo di selvaggia cementificazione dei nostri territori.
Vanno realizzate delle alleanze tra tecnici e cittadini per affrontare la crisi sistemica globale che stiamo vivendo e determinare dei cambiamenti nella somma dei comportamenti umani che sono alla base della crisi stessa.
- L’arch. Capelli ha poi distribuito ad ogni partecipante un foglio adesivo chiedendo a ciascuno di scrivere le proprie aspettative in merito al destino del territorio zolese, ha poi applicato su un tabellone tutti i fogli e ne ha dato lettura in modo da poter individuare le attese dei cittadini.
Analoga operazione è stata fatta con un foglio di colore diverso per chieder a ciascuno il problema principale, si sono applicati i fogli al tabellone e se ne è data lettura. Si sono raggruppati per temi aspettative e problemi. Nel corso di questa fase (tranne durante la lettura) proseguivano gli interventi dei presenti che volevano esprimere a parole il proprio pensiero.
- Piccolo tea- break.
- Alla ripresa l’arch. Bonomi passa in rassegna i gruppi di temi e focalizza l’attenzione sui problemi energetici, sulle competenze dei comuni, sul deficit di comunicazione che caratterizza la maggior parte delle amministrazioni.
Ha indicato poi gli argomenti dei prossimi incontri:
1. lo stato di fatto attuale del territorio
2. i suoli e la loro vendita, che cosa spinge alla cementificazione
3. i beni comuni presenti nel territorio
4. la città pubblica, ovvero tutti i luoghi in cui i cittadini per diverse ragioni si ritrovano
5. la transizione verso un nuovo equilibrio (Bonomi preferisce parlare di transizione invece che di “decrescitaâ€)
6. gli stili di vita e il loro impatto sul territorio.
Il prossimo appuntamento è per giovedi’ 12 Febbraio alle ore 21, sarà una riunione ancora generale, poi gli incontri successivi procederanno per gruppi tematici (ore 18-20). In entrambi i casi a Villa Edvige Garagnani.
Il 20 Febbraio inizia il secondo seminario su:
DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE
Tags: Antonio Bonomi, Centro disabili, Deficit di democrazia, Democrazia, Enigma Borsari, Esperienza urbanistica, il Belvedere, Manuela Capelli, Partecipazione, Programma elettorale, Seminario urbanistica, Sindaco Borsari, WWF, Zola Predosa, altri Tags…
Categoria: Partecipazione | 9 febbraio 2009 Edit
3 Commenti
1.
bruno mar 11th 2009 Moderate
vergognatevi col casino che avete fatto nel C4 fate più bella figura se tacete,ricordo io quando il giancarlo di fronte al PD perplesso sosteneva a spada tratta la cementificazione del belvedere,per poi voltare gabbana facendo il gioco della destra, quanti interessi economici privati avete,perchè ormai solo di questo si tratta, attenzione in italia si sta combattendo una guerra civile per la democrazia, voi siete schierati nel campo sbagliato
2.
bruno mar 13th 2009 Moderate
obbrobrio piazza della fontana, ex colorata:se i soldi delle mie tasse vanno sprecati per fare obbrobri come quelli, dico: bene gli evasori
quella piazza fa schifo: vicino a palazzine anni70 una architettura post moderna tipo Dubai, è un pugno in un occhio, stessa architettura del mostro ex cinema di fronte,il centro di zola è rovinato per sempre buttate via gli architetti da zola a calci nel c..o
3.
Angela e Bruno mar 15th 2009 Moderate
Egregio sig. Bruno, lei sarà sicuramente in buona fede, ma non mi sembra abbia colto gli elementi di novità che con il percorso partecipato dei laboratori vorremmo mettere in campo.
Di quali interessi privati parla? A chi li riferisce? Agli abitanti della zona?Ai costruttori? A chi altri?
In riferimento al C4, che cosa intende con “casino�
In tutti i casi citati, mi sembra che il ruolo dell’ ex sindaco, nulla possa avere a che vedere con operazioni speculative, essendo che nel caso del C4 ha operato a vantaggio della creazione dei servizi sociali e di appartamenti a canone agevolato per giovani coppie, tutte cose non previste dal suo predecessore.
Nel caso del Belvedere, Borsari, dopo avere ridotto la superficie edificabile, ha bloccato l’intero progetto assumendo per primo una posizione che oggi è anche del PD.
Video: Guido Fanti presenta le proposte programmatiche
Il 6 Febbraio Guido Fanti ha tenuto una conferenza stampa al palazzo della Provincia per illustrare il lavoro svolto nei tre mesi successivi al suo appello alle forze politiche bolognesi.
Molti hanno risposto privatamente o in gruppo e le proposte accumulate costituiscono pertanto un ricco patrimonio a disposizione della città e di quanti si propongono di governarla. Fanti ha posto al centro delle sue riflessioni due grandi prospettive di cambiamento: la trasformazione di Bologna in città metropolitana e la realizzazione di una grande trasformazione ambientale.
Erano presenti i candidati sindaco Delbono, Pasquino e Monteventi.
Nel video le loro risposte alle proposte di Fanti.
Tags: candidati sindaco, Città Metropolitana, Delbono, Guido Fanti, Monteventi, Pasquino, Trasformazione ambientale, altri Tags…
Categoria: Video | 8 febbraio 2009 Edit
Un Commento
1.
Sergio feb 11th 2009 Moderate
Le proposte programmatiche sono il risultato dell’appello fatto dallo stesso Guido Fanti a novembre 2008.
Video dell’appello:
Sito Internet:
http://www.guidofanti.it
Video: Renato Soru a Bologna
Il commento di uno dei nostri amici:
<
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Categoria: Video | 6 febbraio 2009 Edit
Un Commento
1.
francesca feb 9th 2009 Moderate
non si vede il videoooo
Tecniche di partecipAzione: la parola ai cittadini
A Vicenza e Rovereto è in atto dal 2003 un’esperienza di partecipazione che è stata denominata dal comitato promotore
“La parola ai cittadiniâ€.
Lo scopo: far parlare i cittadini davanti ai cittadini, farne votare le proposte al pubblico e trasformarle in mozioni per il Consiglio comunale.
Come funziona: il comitato promotore indice un’assemblea pubblica, a proprie spese, la pubblicizza il più possibile tra i cittadini, le associazioni, informa tutti i consiglieri comunali dei diversi schieramenti, tutti gli assessori e i media.
All’ingresso della sala, da mezz’ora prima dell’ inizio, c’è un tabellone con righe numerate. Chi ha una proposta da fare va a quel tabellone e, con l’aiuto di una persona del gruppo promotore, fa scrivere il titolo della sua proposta e il suo nome.
La prima proposta che viene presentata in assemblea è quella scritta per prima, si segue l’ordine cronologico di iscrizione fino alla fine del tempo disponibile.
All’inizio viene descritta in 3 minuti l’organizzazione tecnica della serata. Il tempo è scandito da un timer videoproiettato.
Al tavolo c’è un facilitatore che chiama al microfono il primo cittadino iscritto, gli dà 3 minuti di tempo per l’esposizione della sua proposta, il pubblico può fare domande senza limiti di numero, a ciascuna domanda viene concesso 1 minuto e il proponente risponde in 1 minuto, poi si chiede una votazione per alzata di mano; la sala è suddivisa in vari settori con diversi “contatori†che scrivono il loro numero in un grande foglio visibile al pubblico e al contatore centrale che fa le somme e le comunica alla postazione del computer per inserirle nel foglio di calcolo videoproiettato.
Il conteggio dei voti richiede in media circa 20 secondi per proposta.
Alla fine della serata viene fatto un ballottaggio tra le tre proposte più votate, dopo discussione del pubblico con microfono volante, 1 minuto per intervento.
Vengono videoproiettati: nome del cittadino proponente, titoli delle proposte, risultati e conteggi in diretta.
Tutto in maniera trasparente e in tempo reale.
A fine serata si chiede se, tra i consiglieri presenti, ce ne sono disponibili a far propria la proposta più votata, formalizzarla e depositarla come mozione in modo da farla arrivare in Consiglio comunale.
Al Consiglio comunale viene presentata dal cittadino proponente in qualità di “esperto esterno†e votata dai consiglieri (occorre a tal fine esaminare le possibilità offerte dagli statuti comunali dei diversi Comuni).
Costi: irrisori, a detta dei promotori e coperti quasi integralmente con l’autofinanziamento durante la serata, le classiche scatole con scritto “contributo spese serataâ€.
Organizzazione: il maggior problema riscontrato in queste esperienze è stato informare i cittadini dell’opportunità offerta. Si è fatto grande utilizzo di email, mailing list, manifesti, volantini, SMS, passaparola ad assemblee. Solo con il successo delle prime iniziative i giornali locali hanno cominciato a non ignorare l’iniziativa.
Esiti: in questi ultimi anni l’iniziativa è stata realizzata 3 volte a Vicenza, 1 a Bassano, Creazzo, Torri di Quartesolo, 2 a Rovereto. A Vicenza sono state presentate alla prima assemblea 36 proposte davanti a 400 cittadini e a 6 candidati a sindaco e a 25 consiglieri comunali, nella seconda 24 proposte di cui 4 trasformate in mozioni.
I video delle proposte vengono messi su You tube e collegati al sito del comitato promotore (in questo caso www.cittadinirovereto.it), tutto il materiale viene mandato alla stampa, a tutti i consiglieri e a tutti i cittadini iscritti alla newsletter del comitato.
L’esito più importante è comunque la funzione educativa e di crescita civica della cittadinanza, di costruzione di capitale sociale e di una iniezione di fiducia nelle proprie capacità e nei propri diritti.
Tags: La parola ai cittadini, Partecipazione, Rovereto, Vicenza, altri Tags…
Categoria: Modelli da seguire | 5 febbraio 2009 Edit
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Internet per Tutti
Diodi
La crisi che stiamo attraversando non è solo una crisi economica, ma una vera e propria crisi di identità , di prospettiva, come se fosse stata smarrita persino la fiducia che le cose possano cambiare.
Invece cambiare si può…
Il problema è che in pochi se ne rendono conto e molti non sanno come!!
In una società dominata dalla televisione e dalla pubblicità , in cui la maggioranza dei cittadini subisce e consuma silenziosamente, ma voracemente, l’orizzonte delle idee è falsato e coperto.
Un primo passo: dare ai cittadini gli strumenti per informarsi, per partecipare, per comunicare.
Internet per tutti, a costo zero in tutte le scuole, le biblioteche, i centri sociali, i luoghi pubblici d’incontro; internet a basso costo per tutte le famiglie su tutto il territorio di Bologna.
La vera informazione, l’informazione libera, non può essere privilegio di pochi ma deve essere patrimonio di tutti. Come giustizia, sanità e istruzione, anche l’accesso alla rete è entrato a far parte di quei servizi basici e irrinunciabili per i cittadini.
La possibilità e la capacità di adoperare la rete segnano sempre di più la differenza, in termini di opportunità di vita, di possibilità economiche, di partecipazione politica, di relazioni sociali. Per questo saper usare internet è un diritto di ogni cittadino, che richiama anche precisi impegni da parte delle istituzioni.
La nostra proposta:
Che le istituzioni del comune di Bologna e di tutta la provincia, in un’ottica di città metropolitana, si adoperino per promuovere e agevolare l’accesso a internet per tutti, usufruendo delle tecnologie in uso ma anche e soprattutto delle nuove tecnologie che si stanno diffondendo e di quelle in fase di sperimentazione. A questo proposito segnaliamo la sperimentazione sulla connessione LED che si è svolta negli stati uniti con ottimi risultati: potete leggere qui l’articolo apparso recentemente sul sito di Repubblica che ne spiega alcuni dettagli.
Link all’articolo di Repubblica
Le nuove tecnologie in particolare presentano caratteristiche e possibilità molto interessanti, poiché sfuggono alle logiche di mercato (le tecnologie in uso in Italia sono gestite e distribuite da aziende private), rappresentano una opportunità per l’investimento e per l’innalzamento della qualità , sia rispetto la distribuzione dei servizi che la qualità della vita dei cittadini.
Tags: Connessione Internet, Connessione Led, Internet, Internet Gratis, Wifi, altri Tags…
Categoria: Idee | 4 febbraio 2009 Edit
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Partecipazione e Trasparenza a Bologna.
Proposta di modifica dello statuto comunale.
In questo momento storico della politica italiana, da più parti si evidenzia che si è andato creando un solco profondo tra potere e società , tra i cittadini e i politici; si moltiplicano gli appelli e le grida di allarme, talora il mondo politico fa autocritica. Al tempo stesso, però, dai partiti non arrivano proposte concrete, non si realizzano soluzioni che riavvicinino i cittadini o che semplicemente li stimolino a partecipare in modo più diretto e responsabile all’amministrazione del bene comune.
Proviamo noi a fare una proposta concreta.
C’è un documento importante che regola la maggior parte delle attività dell’amministrazione comunale, lo Statuto . Questo documento rappresenta un po’ la costituzione di ogni comune e stabilisce le forme e i tempi nei quali vengono prese le decisioni.
Così come la Costituzione italiana è considerata la pietra fondamentale sulla quale si basa la nostra Repubblica, allo stesso modo lo statuto del comune è fondamento della convivenza della comunità e, come tale, dovrebbe essere conosciuto dai cittadini perché tutti sappiano quali sono regole dell’amministrazione e gli strumenti che esistono per esercitare i diritti e intervenire nella gestione del territorio e delle risorse pubbliche.
Proponiamo di apportare alcune modifiche a questo documento in modo da rafforzare gli strumenti di partecipazione e di intervento diretto da parte dei cittadini.
Attualmente lo statuto prevede alcuni strumenti di partecipazione : il referendum consultivo, che ha però il solo scopo di sondare l’opinione della popolazione senza vincoli per l’amministrazione; l’istruttoria ad iniziativa popolare, con la quale si può inserire nell’ordine del giorno del consiglio comunale un dibattito pubblico su un argomento specifico; l’istanza e la petizione, mediante le quali è possibile interpellare le cariche pubbliche su un tema di interesse particolare o anche individuale.
Proponiamo, in primo luogo, di modificare lo strumento referendario aggiornandolo all’evoluzione della vita democratica nel mondo contemporaneo.
Il referendum è uno strumento di democrazia diretta che va acquistando sempre maggiore rilevanza nelle democrazie occidentali . Con esso i cittadini possono esprimere la loro opinione e assumere delle decisioni in merito a problemi di interesse collettivo.
Proponiamo pertanto che il referendum possa essere anche propositivo e abrogativo, con carattere vincolante, come già succede in altre città del Nord Italia, come avviene nella regione Valle d’Aosta e nella provincia di Bolzano, come accade abitualmente sia nelle città che nei cantoni della Svizzera, in alcuni stati degli USA….
Lo Statuto riformato comprenderà referendum consultivi, propositivi , abrogativi, che saranno richiesti da Comitati promotori con una semplice raccolta di 5000 firme depositate presso gli organismi appositi del comune di Bologna, si svolgeranno entro 6 mesi dalla raccolta delle firme e saranno ritenuti validi con un quorum minimo di partecipanti del 25%.
Il ricorso al referendum è un’opportunità per la vita democratica della città e la crescita del livello di coscienza civile, va quindi incoraggiato il suo uso attraverso la diffusione della conoscenza delle norme che lo regolano e lo rendono attuabile. Sarà opportuno quindi istituire presso i quartieri (o municipalità ) delle specifiche figure che svolgano il ruolo di facilitatori, per informare la popolazione e aiutare i Comitati promotori a svolgere le pratiche previste.
Riteniamo che si possa pensare addirittura alla obbligatorietà della consultazione della popolazione in alcuni casi peculiari, laddove si debbano prendere decisioni su argomenti cruciali che abbiano la caratteristica di modificare il tessuto sociale locale per lunghi tempi; problematiche che riguardano allo stesso tempo la quotidianità ma anche le prospettive di sviluppo a lungo raggio della vita dei cittadini, sulle quali si dovrebbe giungere a soluzioni e decisioni trasversali, contrassegnate da una spinta unitaria.
Attualmente lo Statuto prevede solo referendum “comunaliâ€, proponiamo che siano resi possibili anche dei referendum di quartiere (a cui possano partecipare anche gli stranieri residenti).
Nella prospettiva della trasformazione di Bologna in città metropolitana, l’articolazione territoriale dei referendum assumerà i livelli corrispondenti: metropolitano e municipale; il numero di firme minimo per ogni municipalità sarà pari all’1% degli aventi diritto al voto (intendiamo non solo i cittadini residenti italiani, ma anche i cittadini stranieri che risiedono nella municipalità , anche se non hanno diritto di voto alle elezioni politiche).
L’articolo 5 dello Statuto prevede , tra le diverse forme di iniziativa popolare, la possibilità che comitati di cittadini presentino, con la raccolta di 2000 firme, dei progetti al Consiglio comunale e che questo deliberi in merito entro 90 giorni.
L’ articolo necessita di una nuova più chiara formulazione in modo che siano meglio identificate e spiegate tutte le occasioni di intervento popolare , che siano rafforzati i caratteri propositivi di queste iniziative (istanze, petizioni, istruttorie , progetti…) e ne derivi una maggiore capacità di incidere nelle decisioni degli organi competenti.
Analogamente, nell’articolo 6 va verificata la possibilità di rendere obbligatoria la consultazione della popolazione in alcune occasioni di grande rilievo per la vita cittadina.
I regolamenti attuativi di queste parti dello Statuto contengono spesso norme e tecniche di attuazione che limitano fortemente le potenzialità di decisione e di azione da parte della popolazione; sarà pertanto necessario un attento riesame dei regolamenti per conformarli allo spirito di maggiore democraticità che anima la proposta di riformare lo Statuto comunale.
Le modifiche che proponiamo sono volte ad adeguare la vita democratica alla complessità del mondo contemporaneo che richiede una variegata articolazione di azioni ed istituzioni per consentire ai cittadini di controllare l’uso del potere e limitarne gli abusi.
In questa prospettiva è indispensabile riformare le parti dello Statuto che regolano le nomine negli enti pubblici e nelle società partecipate.
E’ infatti in questo ambito che, nell’ultimo decennio, si sono manifestate vistose distorsioni che hanno portato alla formazione di “élites†dirigenziali chiuse e autoreferenziali che si sottraggono al controllo politico dei cittadini e operano in condizioni non trasparenti.
Alcuni di noi nei mesi passati hanno scritto un progetto di legge regionale di iniziativa popolare per modificare il meccanismo delle nomine negli enti regionali; il pdl è attualmente in attesa di ammissibilità .
Proponiamo di trasferire alcune norme del pdl regionale nello statuto comunale, poiché anche il comune di Bologna, come la Regione Emilia-Romagna, vanta numerose partecipazioni in aziende di importanza vitale, che gestiscono risorse e servizi quali acqua, energia, sanità , smaltimento dei rifiuti, trasporti ecc.
Vorremmo venissero recepiti i tre principi fondamentali del pdl regionale:
- trasparenza delle nomine e concorso pubblico;
- divieto assoluto di cumulo degli incarichi;
- controllo e contenimento delle retribuzioni.
Tags: Bologna, Modifica Statuto, Statuto, altri Tags…
Categoria: Partecipazione | 30 gennaio 2009 Edit
3 Commenti
1.
Riccardo Lenzi feb 10th 2009 Moderate
Condivido queste linee guida per una riforma dello Statuto e dei Regolamenti comunali. Mi rendo disponibile a lavorare insieme a voi per approfondire e perfezionare questa proposta (molto concreta!). Ciao. Ric
2.
giuliano feb 11th 2009 Moderate
Grazie Riccardo per la disponibilità , ti terremo informato circa futuri incontri di lavoro su questa proposta alla quale tu puoi dare un contributo davvero importante
Giuliano
3.
Lorenzo feb 12th 2009 Moderate
Potremmo cominciare a prendere accordi per incontrarci…i tempi stringono
Lollo
I villaggi dello studio
Arcosanti
- restituire a Bologna un ruolo internazionale
- realizzare investimenti nel settore edilizia
- attrarre giovani da diverse parti del mondo e d’Italia
- sperimentare nuove forme di vita associata
- sviluppare nuovi percorsi e sistemi di trasporto
Alla periferia di Bologna tre aree residenziali, su terreno di proprietà pubblica, riservate a studenti universitari; non sono dei campus in quanto gli studenti frequentano le facoltà universitarie sparse nella città . Ogni villaggio ha una popolazione dai 3000 ai 5000 studenti.
Una nuova socialitÃ
Il villaggio ha un’ area di terreno riservato a coltivazioni ortofrutticole biologiche in cui lavorano gli studenti stessi i quali provvedono altresi’ a parte delle opere di manutenzione ordinaria, pulizia, amministrazione del villaggio. Un mix di autogoverno e di regole accettate regge la vita del villaggio.
E’ un’esperienza di studio, lavoro, formazione umana, alternativa a modelli di vita dominati dalla dipendenza e dalla ripetitività .
Aree di aggregazione, separate da quelle abitative e di studio o riposo, consentono ai residenti di ritrovarsi nel tempo libero e di dar vita ad attività artistiche, sportive, ludiche, ecc. E’ un esperimento di innovazione sociale.
Villaggio ecosostenibile
Il villaggio è realizzato con le best practices di bioedilizia e fa ricorso a fonti di energia rinnovabili, in primis energia geotermica e solare.
Gli studenti sono coinvolti anche in alcuni momenti dell’edificazione del villaggio (con piccoli corsi di formazione…).
Si farà ricorso anche a tecniche di autocostruzione e si seguiranno le migliori realizzazioni di social housing in atto in diversi paesi.
Alcuni punti di riferimento: i progetti realizzati in Gran Bretagna con l’accordo tra governo e Ikea, le proposte avanzate alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia tra le quali quelle dell’arch. Aravena recentemente presentate a Bologna, i condomini in corso di realizzazione a Settimo Torinese dove l’arch. Cucinella sta costruendo abitazioni al costo di 1.000 euro a mq.
Il cantiere è “partecipato†e vissuto di persona come una tappa della costruzione della propria vita.
Convenienza economica
Calcolando un appartamaneto di 100 mq per 4 studenti al costo complessivo di 100.000 euro e un interesse di rendita al 3% secondo i valori correnti, ne risulta un affitto di 250 euro mensili contro i 1000-1200 dell’offerta immobiliare bolognese attuale, un “costo casa†per singolo studente inferiore ai 100 euro!
Collegamenti
Ogni villaggio sarà collegato alla città dal PRT (Personal rapid transit) che si snoderà dalle periferie metropolitane alle porte della città : trasporto leggero dal costo contenuto, di impatto visivo gradevole e simbolicamente integrato al tessuto tradizionale. Il percorso del PRT sarà affiancato da un percorso ciclopedonale coperto con una struttura leggera in modo da consentirne la fruibilità anche in inverno, la forma a portico estenderà a raggio nell’area metropolitana la suggestione simbolica del portico di S. Luca.
Finanziamento dei villaggi: due ipotesi
1) l’ente pubblico promotore chiede finanziamenti agli istituti bancari, fondazioni, organismi nazionali o internazionali.
Lo studente non paga l’affitto né le tasse universitarie, firma al momento dell’ingresso un contratto in cui si impegna, appena trovato lavoro, a restituire a rate mensili gli importi dell’affitto e le tasse.
2) ricorso ai privati; singoli privati o gruppi possono finanziare residenze o appartamenti che poi vengono affittati ai prezzi menzionati.
Attrattiva del villaggio
Il carattere innovativo del villaggio, il sistema di vita “ecologicoâ€, la convenienza economica, il cantiere aperto richiameranno studenti dall’Italia e dall’estero.
Il villaggio avrà uno statuto interno fondato su regole, autogoverno, rispetto delle esigenze di riposo, esclusione di droghe all’interno, rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione, tutoraggio e formazione alla â€vita†del villaggio da parte di facilitatori o tutor….
Ci saranno alloggi per visitatori o ospiti interessati a conoscere l’esperienza o a soggiornare per periodi limitati per collaborazioni volontarie (vedi esperienza in atto ad Arcosanti, Arizona)
La realizzazione dei villaggi è una prospettiva di sviluppo per l’intera città e un’alternativa al modello scelto per Milano con l’ EXPO
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Categoria: Progetti | 1 febbraio 2009 Edit
2 Commenti
1.
Sergio feb 9th 2009 Moderate
Segnalo il sito del favoloso proggetto di Arcosanti
http://www.arcosanti.org
più un piccolo filmato da YouTube
2.
Fabio mar 11th 2009 Moderate
Progetto EMANCIPAZIONE per gli studenti di Bologna.
Dare : Casa e Soldi per vivere e socializzare agli studenti over 18.
1) Case sociali – Ovvero coinvolgere il privato per il recupero di zone depresse (comunali), concessione 20 anni a privati, riammodernamento da parte di privata (basso investimento) affitto a prezzi contingentati, ma economicamente sostenibili. (150 euro a studente-veri o Virtuali (20 ore lavoro dello studente, la parte eccedente viene pagata)).
Benefici:
a. recupero di aree di basso interesse,
b. investimenti immobiliari a supporto del settore,
c. Studenti in grado di potersi mantenere autonomamente. Gli studenti possono pagare o ricevere l’affitto gratis impegnandosi nei lavori di ristrutturazione di altri appartamenti nei fine settimana.
d. Sviluppo nella socialità dei ragazzi. Lavorare insieme è meglio che trovarsi su facebook.
2) Creazione di centri dell’impiego per giovani, con accordi con le imprese per stipendi di 500 euro al mese per 60 ore lavorative senza tassazione per studenti e imprese. Vantaggi:
a. Spingere la forza lavoro studentesca ad intraprendere attività lavorativa anche di basso livello per introdurle nel mondo azienda.
b. Spingere le aziende a concentrare le attività di basso livello su questo tipo di forza lavoro modificando i processi lavorativi interni. (centralinisti, corrieri per la posta, fotocopiatrici, compilazione di modulistica…….)
c. Spingere le associazioni di categoria a promuovere baby corsi di formazione per investire in questo tipo di risorse (corsi per baristi, banconieri, squadre di pulizie, formatori sportivi, agenzie viaggi ecc….)
3) Creare delle strutture di orientamento che spingano le aziende ad individuare quale parte della attività è gestibile da queste risorse e indicare agli studenti un percorso di sviluppo utile basato su una effettiva Emancipazione, ovvero terminare gli studi con conto corrente positivo o pari a 0. Non pesare sui bilanci famigliari.
4) Creare corsi di formazione sostenibile per gli studenti, ovvero come utilizzare anche i finanziamenti per gli studenti universitari ed essere in grado di ripagarli autonomamente, sponsorizzati dalle banche. (con una % degli utili generati da questi prestiti).
La nuova costituzione dell’Ecuador, una â€Costituzione magnifica†di Tancredi Tarantino
Ecuado – Rrafael Correa
Il buen vivir, la pace e l’intercultura diventano principi fondamentali della nuova Carta costituzionale dell’Ecuador, approvata con referendum il 28 settembre 2008.
«Niente per noi stessi, tutto per la patria» è il leitmotiv che, negli ultimi otto mesi, ha accompagnato i lavori dell’Assemblea Costituente ecuadoriana, impegnata a redigere la nuova Costituzione.
La nuova Carta, che riforma la struttura dello Stato, è il risultato di un processo democratico dall’alto valore simbolico. Dal 2006, il più piccolo tra i paesi andini è guidato da un giovane economista, Rafael Correa. L’idea di riformare la Costituzione, promossa in campagna elettorale da Correa, è stata sottoposta a referendum nel settembre 2007: l’80 per cento degli ecuadoriani ha espresso il proprio sì e, poche settimane dopo, ha eletto i membri della Costituente. Otto mesi di tempo erano stati concessi dal popolo ecuadoriano per completare la riforma ed otto mesi sono stati utilizzati dai costituenti per realizzarla.
Ma, oltre ai tempi, sono i contenuti a farne un modello di organizzazione dello Stato e di convivenza civile e pacifica.
La nuova Costituzione ecuadoriana è improntata sul concetto del buen vivir, il buon vivere, che rimette il cittadino e i suoi diritti al centro dello Stato. L’Ecuador, uno dei paesi più poveri del continente, garantirà l’educazione e la sanità gratuite per tutti nonchè l’accesso sicuro e permanente ad una alimentazione sana e sufficiente; l’acqua assurge a diritto umano inalienabile e si promuove la sicurezza alimentare. Si proibisce l’ingresso nel paese di rifiuti tossici e scorie nucleari, così come la produzione, commercializzazione e trasporto di armi chimiche, biologiche e nucleari, di contaminanti altamente tossici, di agrochimici proibiti a livello internazionale e di organismi geneticamente modificati.
L’Ecuador viene definito «territorio di pace» e si proibisce la costruzione di basi militari straniere o di installazioni straniere per fini militari; allo stesso modo, si proibisce la cessione a stranieri di basi o installazioni militari nazionali. Gli indigeni vedranno finalmente sancito il carattere plurinazionale dello Stato mentre kichwa e shuar, i due principali idiomi ancestrali, diventano lingue ufficiali in relazione di interculturalità con il castigliano.
L’Ecuador è uno dei principali esportatori di petrolio della regione, tanto che i proventi della vendita del greggio costituiscono la prima voce del Pil, seguiti dalle rimesse degli emigrati che, con il loro lavoro, contribuiscono allo sviluppo delle economie di Spagna, Italia e Stati Uniti. Nonostante questo, l’art. 15 della nuova Costituzione stabilisce che lo Stato promuoverà l’uso di tecnologie ambientalmente pulite e di energie alternative. In più, si riconosce il diritto della popolazione a vivere in un ambiente sano e si dichiara di interesse pubblico la preservazione dell’ambiente e la prevenzione del danno ambientale.
In Ecuador, come in molti paesi latinoamericani, l’informazione è da sempre controllata dalle poche famiglie che, nel corso degli anni, hanno detenuto il potere economico e politico. Dovrà essere libera: tutti avranno diritto ad una comunicazione libera, diversificata e partecipativa, con uguali possibilità di accesso alle tecnologie dell’informazione e all’utilizzo delle concessioni radiotelevisive. Lo Stato promuoverà la pluralità dell’informazione e non permetterà il monopolio o l’oligopolio nella proprietà dei mezzi di informazione.
L’Ecuador è anche il paese con il maggior numero di sfollati e rifugiati del continente. Sono quasi tutti colombiani irregolarmente entrati nel paese, in fuga da un conflitto che dura ormai da 50 anni e che, dopo la liberazione di Ingrid Betancourt, rischia di sprofondare nuovamente nel silenzio e nell’indifferenza. Nonostante questo, la nuova Carta costituzionale ecuadoriana riconosce a tutti il diritto a migrare mentre lo Stato non considererà illegale nessun essere umano a causa della propria condizione migratoria. Ogni immigrato che vive in Ecuador potrà fare ritorno nel proprio paese e lo Stato si impegnerà a garantire che tale rientro possa avvenire in maniera sicura e dignitosa, indipendentemente dall’avere o meno i documenti in regola. Allo stesso modo, garantirà anche agli immigrati irregolari l’assistenza sanitaria ed un’alimentazione adeguata.
Secondo la Costituzione, tutti avranno diritto alla ricreazione, al tempo libero e alla pratica di almeno uno sport. Chiunque avrà diritto a vivere in una casa sicura e dignitosa, indipendentemente dalla situazione sociale o economica, e si riconoscono i diritti delle coppie di fatto anche omosessuali.
Infine, tutti i diritti e tutti i doveri previsti dalla nuova Costituzione riguarderanno sia i cittadini ecuadoriani che gli stranieri presenti nel paese, senza discriminazione alcuna.
Un risultato storico, dunque, che affonda le proprie radici nel passato recente del paese andino. In trent’anni di democrazia, l’Ecuador è stato caratterizzato da governi corrotti, politiche neoliberali dettate dal Fondo monetario e dalla Banca mondiale, banchieri che portavano all’estero i risparmi dei cittadini e poi dichiaravano fallimento. Un bel giorno, nell’aprile del 2005, dopo anni di lotte indigene che hanno aperto il cammino, la gente comune, gli anziani, gli studenti, i disoccupati, gli intellettuali, i pensionati, i professori, le casalinghe, armati di casseruole e pentole, scendono in strada e non rientrano nelle proprie case fin quando, dopo tre giorni di proteste, non vedono scappare a gambe levate l’ennesimo presidente corrotto. L’anno successivo, sale al potere il socialista Rafael Correa ed oggi il paese festeggia una «costituzione magnifica», come l’ha definita Alberto Acosta, ex presidente della Costituente ed una delle menti di questo progetto innovativo.
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Categoria: Modelli da seguire | 3 febbraio 2009 Edit
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r-Evolution
In questo momento storico si sente l’esigenza di cambiare la politica per difendere quei valori che da sempre hanno spinto donne e uomini a lottare per un’idea di uguaglianza (intesa come giustizia sociale e pari accesso alle opportunità ) e libertà .
Per cambiare la politica si debbono cambiare le persone promuovendo un deciso ricambio della classe dirigente.
Partire da Bologna si può.
Da sempre Bologna è un laboratorio politico in grado di esprimere eccellenze, innovazione e coraggio.
Bologna al centro di una r-Evoluzione intesa come evoluzione della rivoluzione. Come convinzione che non esiste forza capace di vincere la verità e le idee, che esistono ancora persone capaci di un impegno audace, ma realistico, basato su una sana ambizione di gruppo, sul sacrificio, sulla modestia, il disinteresse, l’altruismo. Una Bologna che non si spaventi davanti ad una parola così forte che oggi vuol dire semplicemente “capacità di confrontarsi e stare insieme” per tradurre le energie positive della città in un’esplosione d’entusiasmo, in un grido di vittoria.
Da qui passa il ricambio della classe dirigente della nostra città e chissà un giorno del nostro paese…
Con emozione… rigenerare il mondo



